lunedì 15 agosto 2011

Morto Padre Busa, il gesuita che invento' la linguistica informatica


Roma, 10 ago. (Adnkronos) - ''Quando nel 1955 mori' Alexander Fleming, lo scopritore della penicillina, un quotidiano milanese del pomeriggio titolo': 'Lettore fermati! E' morto Fleming, forse anche tu gli devi la vita'. Un invito analogo potrebbe essere rivolto oggi a tutti coloro che in questo preciso istante sono davanti a un computer. Se esiste una santita' tecnologica, credo d'aver avuto il privilegio d'incontrarla: essa aveva il volto di padre Busa. Percio' inginocchiati anche tu, lettore, davanti alle spoglie mortali di questo vecchio prete, linguista, filosofo e informatico. Se navighi in Internet, lo devi a lui. Se saltabecchi da un sito all'altro cliccando sui link sottolineati di colore blu, lo devi a lui. Se usi il pc per scrivere mail e documenti di testo, lo devi lui. Se puoi leggere questo articolo, lo devi, lo dobbiamo, a lui''. Con queste parole Stefano Lorenzetto ricorda sull'Osservatore Romano la figura di Padre Roberto Busa, morto il 9 agosto, il gesuita che ha inventato la linguistica informatica.
''Era nato solo per far di conto, il computer, dall'inglese to compute, calcolare, computare. Ma padre Busa gli insufflo' nelle narici il dono della parola. Accadde nel 1949. Il gesuita s'era messo in testa di analizzare l'opera omnia di san Tommaso: un milione e mezzo di righe, nove milioni di parole (contro le appena centomila della Divina Commedia). Aveva gia' compilato a mano diecimila schede solo per inventariare la preposizione 'in', che egli giudicava portante dal punto di vista filosofico. Cercava, senza trovarlo -si legge sull'Osservatore Romano- un modo per mettere in connessione i singoli frammenti del pensiero dell'Aquinate e per confrontarli con altre fonti''.
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