mercoledì 21 gennaio 2015

Tutti i modi con cui il multitasking ci rovina (davvero) il cervello

Il Quoziente Intellettivo si abbassa anche di 10 punti. ll neuroscienziato Daniel J. Levitin esamina gli «effetti collaterali» del sovraccarico di stimoli da email, sms e social.

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I cantori delle meraviglie del multitasking sono avvisati: l’epopea del fare tutto e possibilmente in contemporanea non è cosi mitica come si crede. Non lo è almeno per il nostro cervello. Non è la prima volta che gli studi scientifici si occupano — e si preoccupano — degli effetti collaterali del sovraccarico di stimoli e di richieste sulla nostra “centrale di controllo”. Adesso lo ribadisce il neuroscienziato Daniel J. Levitin , direttore del Laboratory for Music, Cognition and Expertise alla McGill University e autore del libro “The Organized Mind: Thinking Straight in the Age of Information Overload.” (“La mente organizzata: restare lucidi nell’era dell’eccesso di informazione”, ndr) in un articolo pubblicato sulle pagine scientifiche del quotidiano britannico The Guardian: il multitasking ci rende meno efficienti e comporta un vero e proprio esaurimento delle funzioni cerebrali. «Stiamo facendo i lavori di 10 persone diverse, cercando anche di tenere il passo con la nostra vita, i nostri figli e genitori, i nostri amici, le nostre carriere, i nostri hobby, e le nostre programmi televisivi preferiti», scrive Levitin.
Non siamo giocolieri esperti
È ormai esperienza quotidiana:non c’è momento della nostra giornata in cui non “messaggiamo”, leggiamo la posta, “chattiamo” sulle varie piattaforme messe a disposizione dalla tecnologia. «Ma c’è un unico neo — ci spiega il professor Levitin— . Anche se pensiamo di fare diverse cose contemporaneamente, questa è una illusione potente e diabolica. Earl Miller, un neuroscienziato del MIT e uno dei massimi esperti mondiali di attenzione divisa, dice che il nostro cervello “non è cablato bene per il multitasking ... Quando la gente pensa di fare multitasking, in realtà sta solo passando da un compito a un altro molto rapidamente . E ogni volta che lo fa, c’è un costo cognitivo». Quindi non stiamo in realtà tenendo un sacco di palle in aria come un giocoliere esperto, assomigliamo piuttosto a un dilettante scarso che fa girare i piatti, passando freneticamente da un compito all’altro, ignorando quello che non è proprio davanti a noi, ma preoccupati che crollerà da un momento all’altro. Anche se pensiamo che stiamo facendo un sacco di cose, ironia della sorte, il multitasking ci rende palesemente meno efficienti».
Il circolo vizioso della dopamina
I meccanismi innescati dall’attività frenetica giocata su più “tavoli” sono stati ampiamente studiati .« Si è visto che il multitasking aumenta la produzione di cortisolo, l’ormone dello stress, e di adrenalina, l’ormone del “lotta o scappa”, che può stimolare eccessivamente il cervello e causare annebbiamento o pensieri disturbati — racconta Levitin —. Il multitasking crea un circolo vizioso di dipendenza dalla dopamina, premiando effettivamente il cervello a perdere la concentrazione e a cercare stimoli esterni. A peggiorare le cose, la corteccia prefrontale ha una “distorsione da gadget”, il che significa che la sua attenzione può essere facilmente distratta da qualcosa di nuovo - gli oggetti luccicanti proverbiali che usiamo per invogliare i bambini, cuccioli e gattini. L’ironia qui per quelli di noi che stanno cercando di mettere a fuoco tra le attività in concorrenza è chiaro: la regione del cervello di cui abbiamo molto bisogno di fare affidamento per rimanere concentrati sul compito è facilmente disturbata. Rispondere al telefono, cercare qualcosa su internet, controllare la posta, inviare un Sms: e ognuna di queste cose modifica i centri del cervello deputati alla ricerca della novità e della ricompensa, provocando uno scoppio di oppioidi endogeni tutto a scapito della nostra concentrazione sul compito da svolgere».
L’ info-mania rende meno intelligenti
Secondo l’autore , anche la semplice opportunità di fare più cose contemporaneamente è dannosa per le prestazioni cognitive. «Glenn Wilson, ex docente a contratto di psicologia presso Gresham College di Londra, lo chiamainfo-mania . La sua ricerca — scrive Levitin — ha scoperto che trovarsi in una situazione in cui si sta cercando di concentrarsi su un compito e si ha una e-mail non letta nella posta in arrivo, può ridurre il QI (Quoziente Intellettivo) effettivo di 10 punti. E anche se le persone attribuiscono molti benefici per la marijuana, tra cui una maggiore creatività e riduzione del dolore e lo stress, è ben documentato che il suo ingrediente principale, il cannabinolo, attiva i recettori cannabinolici dedicati nel cervello e interferisce profondamente con la memoria e con la nostra capacità di concentrarsi su diverse cose contemporaneamente. Wilson ha mostrato che le perdite cognitive da multitasking sono ancora superiori alle perdite cognitive dei fumatori di cannabis».
Le informazioni «deviate»
Levitin cita poi Russ Poldrack, neuroscienziato a Stanford, secondo il quale nel processo di apprendimento mentre si fa multitasking le nuove informazioni sono dirette verso la parte sbagliata del cervello. «Se ad esempio gli studenti studiano e guardano la TV allo stesso tempo — racconta Levitin —, le informazioni acquisite dai loro compiti si indirizzano al corpo striato, una regione specializzata nella memorizzazione di nuove procedure e competenze, non di fatti e idee. Senza la distrazione della TV,invece, le informazioni raggiungono l’ippocampo, dove vengono organizzate e classificate in una varietà di modi, rendendo più facile recuperarle. Earl Miller del Massachusetts Institute of Technology aggiunge, «La gente non può fare multitasking molto bene, e quando dice che possono, stanno illudendo se stessi. E si scopre che il cervello è molto bravo in questo business dell’illusione» .
I costi sul metabolismo
Poi ci sono i costi metabolici . Chiedere al cervello di spostare l’attenzione da un’attività all’altra costringe la corteccia prefrontale e il corpo striato a bruciare il glucosio ossigenato, lo stesso combustibile du cui hanno bisogno per restare concentrati sui compiti . «E il tipo di spostamento rapido e continuo che operiamo con il multitasking — spiega Levitin —fa sì che il cervello bruci il combustibile così rapidamente che ci sentiamo esausti e disorientati dopo anche per breve tempo. Abbiamo letteralmente impoverito i nutrienti nel nostro cervello. Questo porta a compromessi in termini di prestazioni cognitive e fisiche. Tra le altre cose, il cambiamento ripetuto dei compito porta ad ansia, che aumenta i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress nel cervello, che a sua volta può portare a un comportamento aggressivo e impulsivo. Al contrario, la concentrazione sul compito è controllata dal cingolo anteriore e dal corpo striato, e una volta che attiviamo la modalità esecutiva centrale, rimanere in quello stato comporta un minore utilizzo di energia rispetto al multitasking e di fatto riduce la necessità di glucosio per il cervello». Uno studio del 2013 condotto dalla Michigan State University aveva già messo in guardia sulla possibile associazione del multitasking digitale ad ansia e depressione, senza però chiarire se sia il disagio psicologico a portarci a cercare distrazione nel sovraccarico digitale o siano tablet e cellulari a provocare il malessere.
Il corto circuito delle decisioni
C’è poi il problema delle decisioni da prendere che nel multitasking viene amplificato a dismisura causando una specie di corto circuito. «Questa incertezza — afferma Levitin— manda in tilt il nostro rapido sistema di categorizzazione percettiva, è causa di stress, e porta al sovraccarico di decisione. Si scopre che il processo decisionale ha un impatto anche sulle risorse neurali e che le piccole decisioni sembrano prendere tanta energia quanto quelle grandi . Una delle prime cose che perdiamo è il controllo degli impulsi. Si innesca rapidamente uno stato di impoverimento in cui, dopo aver preso un sacco di decisioni senza senso, rischiamo di finire con il decidere davvero male su qualcosa di importante». Questo vale per le email, ormai dilaganti, e a maggior ragione per gli Sms che creano una dipendenza più sottile. «Si risponde e ci si sente ricompensati per aver portato a termine un compito (anche se questo compito era del tutto sconosciuto a solo 15 secondi prima). Ognuno di questi Sms trasporta un “proiettile” di dopamina».
Una ricompensa buona da morire
I topi lo hanno dimostrato molto bene. « In un famoso esperimento — sottolinea Levitin — , i miei colleghi della McGill Peter Milner e James Olds, entrambi neuroscienziati, hanno piazzato un piccolo elettrodo nel cervello dei topi, in una piccola struttura del sistema limbico chiamata nucleo accumbens. Tale struttura regola la produzione di dopamina ed è la regione che si “illumina” quando i giocatori d’azzardo vincono una scommessa, i tossicodipendenti prendono la cocaina, oppure quando si ha un orgasmo. Olds e Milner lo hanno chiamato il centro del piacere. Una leva nella gabbia permette ai topi di inviare un piccolo segnale elettrico direttamente ai loro nucleo accumbens. Ebbene ai topi piaceva a tal punto da non fare nient’altro. Hanno dimenticato del tutto di mangiare e dormire. Molto tempo dopo avevano fame e hanno ignorato il cibo gustoso in cambio della possibilità di premere quella piccola leva cromata; hanno anche ignorato il sesso. I ratti appena premuto la leva più e più volte, fino a che sono morti di fame e di stanchezza. Ci ricordano qualcosa? Un uomo di 30 anni è morto a Guangzhou (Cina) dopo aver giocato i videogiochi ininterrottamente per tre giorni . Un altro uomo è morto a Daegu (Corea) dopo aver giocato ai videogiochi quasi ininterrottamente per 50 ore, bloccato solo perché è andato in arresto cardiaco» .
Twitter e Facebook
Strumenti come Twitter o Facebook agiscono alla stessa maniera. «Ogni volta che inviamo una e-mail in un modo o nell’altro, proviamo un senso di realizzazione, e il nostro cervello riceve un pizzico di ormoni-i ricompensa che ci dicono abbiamo realizzato qualcosa — conclude Levitin — . Ogni volta che controlliamo un o “tweet” su Twitter o un aggiornamento di Facebook, incontriamo qualcosa di nuovo , ci sentiamo più connessi socialmente e otteniamo un’altra cucchiaiata di ormoni -ricompensa. Ma ricordate, è la parte muta e sempre affamata di novità del cervello che guida il sistema limbico, a indurre questa sensazione di piacere, non i centri del pensiero di livello superiore posti nella corteccia prefrontale. Non commettete errori: controllare email-, Facebook- e Twitter costituisce una dipendenza neurale».


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martedì 20 gennaio 2015

In arrivo iCub, la tecnologia al servizio del sociale e delle persone sole o disabili

Trent’anni fa sarebbe stato impensabile, ma oggi l’applicazione della robotica nel quotidiano è diventata una realtà consolidata. Il principale scopo per cui sono nati i robot è quello di aiutare le persone anziane nello svolgere compiti e mansioni facilitando loro la vita di tutti i giorni. Per gli esperti le potenzialità sono tantissime, e un futuro dove le persone saranno affiancate da robot non sarà fantascienza (e non passeranno nemmeno tanti anni). Già nel 2015 si prevede il via del secondo programma di sperimentazioni, nel corso del quale altre persone anziane volontarie proveranno i nuovi sistemi robotici, questa volta in ambienti reali.

I “robot badanti” – questo il nome, un progetto presentato nel febbraio 2014 coordinato dall'istituto di biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa chiamato 'Robot Era'; tre sistemi robotici avanzati, in grado di cooperare e interagire con una persona umana. Un altro obiettivo allo studio è 'iCub', un sistema che consentira di connettere alla robotica la tecnologia alla base degli smartphone", ha detto Giorgio Metta, direttore della iCub Facility dell'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova. 

Serviranno ancora un paio di anni per mettere in rete tutti i robot del mondo, cosa che permetterà agli stessi lo scambio di dati e programmi. ICub un robot umanoide messo a punto nel 2009 dall'Iit, pronto a crescere e cambiare aspetto: avrà lo stesso volto della versione vecchia, ma sarà più robusto e più alto, sarà alimentato a batteria e perciò potrà muoversi liberamente nei laboratori, ma soprattutto non sarà più solo", ha spiegato Metta: potrà collegarsi con il cloud attraverso la rete wireless, e avrà funzioni simili a quelle di uno smartphone per assistere chi ne ha bisogno 24 ore su 24.

La ricerca unita all’innovazione e alla tecnologia al servizio del sociale e delle persone sole o disabili.


Il prezzo dovrebbe essere di circa 10.000 euro, ma l'obiettivo è realizzare qualcosa di ancora più conveniente e accessibile. E' questa la sfida della società italiana iCub Facility dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova. Giorgio Metta, Direttore dell’azienda è stato intervistato dall’Ansa, ed ha dichiarato :” Abbiamo appena iniziato il progetto che tende a sviluppare tecnologie a basso costo, in teoria traducibile per fare dei robot prodotti da fabbricare in serie e in grado di entrare nelle nostre case. Oggi un robot costa circa 250.000 euro ed è naturalmente fuori da ogni mercato. Robot di questo tipo – rileva Metta – possono essere utilizzati solo nei laboratori. Vorremmo arrivare ad un prodotto che non costi più di un’utilitaria, ossia sotto i 10.000 euro e se possibile anche meno». Per questo si stanno studiando nuovi materiali plastici da sostituire al metallo e si progettano componenti che sarà possibile produrre su larga scala” CLICCA QUI' per APPROFONDIRE

Saranno robot da compagnia pensati inizialmente soprattutto per le persone anziane, che nelle società avanzate sono destinate a diventare sempre più numerose, mentre sempre meno saranno giovani e adulti in grado di assisterle. ”I robot ai quali stiamo lavorando saranno in grado di compiere semplici compiti, come prendere oggetti, raccoglierli da terra, portarli”, sottolinea Metta che conclude: ”Saranno anche uno strumento di comunicazione, con funzioni molto simili a quelle di uno smartphone”.



iCub è un robot androide costruito dall'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova. Alto 104 cm e pesante 22 kg, la sua estetica e funzionalità ricordano quelle di un bambino di circa quattro anni. Il robot umanoide dell'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova, iCub, sta imparando a stare in piedi e a mantenere l'equilibrio anche nell'interazione fisica con le persone. Grazie alla pelle artificiale che gli permette di avere 4000 punti sensibili su tutto il corpo, iCub è in grado di misurare in ogni istante i contatti e le forze che riceve dall'esterno, rispondendo con movimenti adeguati a mantenere l'equilibrio. Queste nuove capacità saranno utili quando, nel prossimo futuro, iCub coabiterà con l'uomo negli ambienti domestici e dovrà muoversi in maniera sicura per sé e per gli altri. Infatti, non cadrà se sarà urtato e potrà interagire con gli uomini anche solo attraverso il corpo e il tatto.Quest'ultimo risultato è stato raggiunto grazie agli sforzi dei ricercatori di IIT e, in particolare, al Progetto Europeo Codyco, coordinato da Francesco Nori, del dipartimento di Robotics, Brain and Cognitive Sciences di IIT.
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giovedì 15 gennaio 2015

XIAOMI MI BOX MINI, UN ANDROID MINI-PC INNOVATIVO A 33 DOLLARI!

Eccezionale per tre ragioni il nuovo mini-PC Xiaomi Mi Box Mini: per le dimensioni ultracompatte, per l'innovativo design con alimentatore integrato e per il prezzo di soli 33 dollari al cambio. Sold-out assicurato.

Xiaomi, uno dei produttori cinesi di maggiore successo nel 2014 ed in rapida ascesa, ha aggiunto quattro nuovi device alla sua offerta: 2 smartphone Mi Note e Mi Note Pro, le cuffie Mi Headphones e il TV box Mi Box Mini. Xiaomi Mi Box Mini è la terza generazione del mini-PC Android della Casa cinese. Il capostipite era stato lo Xiaomi Mi Box del 2013, che per primo aveva saputo coniugare un prezzo aggressivo ad un design semplice ma raffinato che non sfigurava nel salotto di casa. Era poi seguìto nel 2014 un terzetto di mini-PC composto da Xiaomi Mi Box Pro, Mi Wi-Fi e Mi Wi-Fi Mini, con target differenti ma tutti accomunati da un design unico ed immediatamente riconoscibile.
Xiaomi Mi Box Mini è quindi l'ultimo di una serie di TV box Android based di successo, dei quali cercherà di ripetere i fasti nel 2015 puntando ancora una volta su un design particolare, sulla dotazione hardware e software robusta e stabile e sul prezzo competitivo. Insomma ci sono tutte le premesse per un autentico bestseller della categoria.

L'estetica è innovativa e segna una cesura rispetto agli attuali mini-PC o TV box che hanno la forma di cubi, cilindri o piccoli parallelepipedi da collocare di fianco al TV. L'ispirazione di Xiaomi Mi Box Mini sono gli alimentatori di smartphone e tablet: con dimensioni pari ad 1/4 del Mi box originario, Mi Box Mini sta nel palmo di una mano ed è ritenuto il PC Android più compatto attualmente esistente; sulla parte inferiore del telaio integra direttamente la spina per l'alimentazione, pertanto non si alimenta tramite cavo microUSB come di consueto ma direttamente infilandolo nella presa elettrica, esattamente come faremmo con un alimentatore!

Non si tratta soltanto di un cambiamento stilistico ma anche funzionale perché Mi Box Mini integra al suo interno il proprio alimentatore e non ha bisogno di alimentazione esterna. È una soluzione geniale, molto più pratica e riduce ulteriormente l'ingombro. Altra differenza rispetto al vecchio Mi Box è nei colori perché il telaio non è più nero ma bianco con un inserto in 5 tinte pastello: arancione chiaro e scuro, azzurro, giallo, verde, rosa.
La dotazione tecnica prevede un processore ARM Cortex A7 quad-core a 1.3GHz con sottosistema grafico ARM Mali 450 accompagnato da 1GB di RAM e 4GB di storage, il tutto montato su una motherboard che ha dimensioni pari ad 1/3 di una carta di credito! Non è stato ancora reso ufficiale il modello di processore ma la presenza di 4 core ARM Cortex A7 escluderebbe il SoC Amlogic S802-H utilizzato sul Mi Box del 2014.

Sarebbe invece assicurata la decodifica di video nel formato H-265 o HEVC ma fino ad una risoluzione massima di 1080p, quindi niente decodifica hardware per i video 4K. Per quanto riguarda l'audio invece sono supportati i sistemi di virtual surround sound DTS e Dolby.
Sul versante interfacce di rete c'è il WiFi n dual-band e il Bluetooth 4.0. Le caratteristiche tecniche nel complesso sono buone considerato il formato ma non tali da supportare i 4K. Il sistema operativo è Google Android e potete stare certi che nel giro di poche ore inizieranno ad apparire in Rete le prime custom ROM.


Il prezzo è di 199yuan, circa 33 dollari al cambio, quindi assolutamente competitivo se si considera che per la stessa cifra si riescono a trovare principalmente chiavette Miracast o soluzioni meno versatili com Google Chromecast o Amazon TV Stick.
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mercoledì 14 gennaio 2015

Al via test per Facebook at Work, sfida a LinkedIn

Nelle scorse settimane il Financial Times aveva dato l'anticipazione, oggi la conferma: Facebook inizia i test di 'Facebook at Work', una piattaforma dedicata al lavoro che sfida LinkedIn, il social network professionale.
"L'app sarà visibile sugli app store di iOS e Android e disponibile solamente per i partner del test", spiega la società di Mark Zuckerberg, aggiungendo che "le informazioni degli impiegati sono protette, confidenziali e separate da quelle del profilo Facebook personale".
"Facebook at Work è un'esperienza completamente separata da quella della piattaforma e offre agli impiegati la possibilità di connettersi e collaborare in modo efficace attraverso l'uso dei nostri strumenti, molti dei quali già noti e utilizzati come il News Feed, i Gruppi, messaggi e gli eventi", spiega Menlo Park in una una nota.
"Sarà quindi possibile restare in contatto con i propri colleghi nello stesso modo in cui lo si fa con i propri amici e familiari attraverso il social network", aggiunge. Facebook at Work offre un'esperienza anche visiva simile a quella del social network 'madre', ed è stato concepito e realizzato per essere utilizzato all'interno delle imprese, "il che significa che le informazioni degli impiegati su Facebook at Work sono al sicuro, protette, confidenziali e completamente separate da quelle del proprio Profilo Facebook personale.

Le informazioni condivise tra gli impiegati sono infatti accessibili solamente alle persone della compagnia", puntualizza l'azienda. "I commenti e feedback dei nostri primi partner pilota - aggiunge - saranno fondamentali al fine di costruire il miglior prodotto possibile per loro e i loro impiegati".
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martedì 13 gennaio 2015

Google sfida Skype con traduzione in tempo reale

Una nuova voce suggerisce che Google potrebbe lanciare un sistema di traduzione vocale in tempo reale il più presto possibile. Skype offre già una funzionalità simile, anche se al momento è disponibile in forma di beta. Un rapporto del New York Times sostiene che la nuova funzionalità sarà rilasciata come aggiornamento dell'app mobile Google Translate inizialmente per i soli dispositivi Android. Ma non aspettatevi la traduzione in tempo reale delle chiamate vocali, almeno all'inizio.

Non ci sono molti dettagli in questo momento sulla nuova presunta funzionalità, ma una cosa è chiara: Google non offrirà la traduzione vocale in tempo reale 'a due vie'. Se oggi la traduzione è possibile prima registrando al microfono, aspettare che venga elaborato l'audio e poi visualizziamo la traduzione, il servizio sarà in grado invece di tradurre automaticamente in tempo reale quanto il microfono cattura, parola per parola, in una lingua di vostra scelta utilizzando le già presenti funzionalità di Google Translate. Attualmente, l'app mobile offre traduzioni scritte da/a 80 lingue.

Si tratta di un tipo di funzionalità che potrebbe tornare molto utile. Molti utenti hanno lamentato che utilizzare Google Translate, ad esempio quando si sono trovati all'estero, è stato finora una cosa difficile. Il problema principale è che l'app può essere utilizzata per esprimere i propri pensieri o domande nella lingua che non si conosce, ma difficilmente può aiutare a capire la risposta della controparte.

Utilizzando la nuova funzionalità il cui lancio pare essere imminente, sarà possibile anche eventualmente seguire uno show televisivo o telegiornale straniero e ottenere la traduzione istantanea nella propria lingua.

Google, ha riferito il NYT, ha detto che la sua app Translate è stata installata più di 100 milioni di volte sui telefoni Android, la maggior parte dei quali potrebbe ricevere l'aggiornamento. "Abbiamo 500 milioni di utenti attivi che fanno traduzioni ogni mese, in tutte le nostre piattaforme", ha detto Hughes Macduff, il direttore tecnico di Google Translate. Con l'80 per cento del web diviso in sole 10 lingue, ha aggiunto, la traduzione diventa una parte fondamentale di apprendimento per molte persone.

La traduzione automatica di pagine web in alcune lingue principali è già una caratteristica disponibile per il browser Chrome di Google. Le persone che utilizzano il browser possono tradurre una pagina che è in inglese in italiano in automatico.


E la sicurezza? La traduzione automatica (o interpretazione automatico come viene chiamata la nuova funzione da alcuni siti di media) non dovrebbe rappresentare un rischio per la sicurezza. Google divide le conversazioni in file separati, in modo che spie e hacker non possano facilmente capire chi ha detto cosa.
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Viaggi aerei: arrivano le toilette accessibili ai passeggeri in carrozzina

Il costruttore Airbus crea una nuova configurazione per trovare spazio a toilette più grandi sugli aeromobili a corridoio singolo
Parliamo spesso di trasporti e viaggi, sottolineando quanto l’accessibilità di treni, navi o automobili faccia la differenza per le persone con problemi di mobilità. Nel caso dell’aereo, poche volte abbiamo affrontato il problema della toilette, che rappresenta invece un elemento critico che talvolta fa rinunciare a un viaggio magari lungo, e propendere  per altri mezzi di trasporto.  Ma la possibilità di scegliere se e quando prendere l’aereo significa poter essere autonomi nelle proprie vacanzecome anche nei viaggi di lavoro, incidendo in maniera importante sulla vita quotidiana.
Ci  sembra quindi interessante la notizia di questo nuovo concept che è stato sviluppato da Airbus, il primo costruttore di aeromobili a fornire toilette accessibili ai passeggeri a mobilità ridotta a bordo degli aeromobili a corridoio singolo.  Si tratta, in sostanza, di una nuova distribuzione e utilizzo degli spazi disponibili nel vettore, del quale si sfruttano aree prima non utilizzate, ottimizzando tutto lo spazio, permettendo inoltre di aggiungere ulteriori poltrone in cabina.
“La nuova configurazione consiste nello spostare le toilette al di fuori dalla cabina passeggeri per ricollocarle nella parte posteriore dell’aeromobile, utilizzando dello spazio che non era mai stato usato prima. Si viene così a creare una zona toilette spaziosa e agevole per i passeggeri a mobilità ridotta, e soprattutto per i passeggeri in sedia a rotelle. Si sfruttano le due toilette adiacenti l’una all’altra, separate da un divisorio pieghevole che può essere aperto solo dai membri dell’equipaggio. Una volta piegato, lo spazio che si viene a creare è molto più ampio, e il passeggero in sedia a rotelle che utilizza la toilette ha così maggiore privacy e maggiore autonomia”. Così spiega la nuova configurazione Marc Muller, Marketing Director di Airbus, nel video qui sotto.

Il nuovo concept, denominato Space Flex, è una opzione già disponibile a bordo degli aeromobili più grandi del costruttore. Una novità che può aprire  a nuove possibilità di viaggio, come sottolinea Rosemary Frazer, Campaign manager di SCOPE, nell’intervista: “Ritengo che “Space Flex” sugli aeromobili Airbus sia un’ottima idea, e anche per me farà una grande differenza, poiché sarò in grado di utilizzare la sedia a rotelle a bordo dell’aeromobile per raggiungere la toilette, come chiunque altro. Significa anche che potrò fare i viaggi che ho sempre desiderato ma che non ho mai potuto fare prima.” E aggiunge:  “In ultima analisi, i vettori hanno solo da perdere se non sono in grado di provvedere alle necessità dei propri passeggeri disabili e questo non ha nessun senso dal punto di vista commerciale. Questa soluzione è sicuramente vincente per tutti”.
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giovedì 8 gennaio 2015

Il ritorno (gratis) del DOS: online 2400 videogames

Lo scorso novembre The Internet Archive ha lanciato un progetto per la raccolta di giochi arcade vintage disponibili online, pubblicando un primo gruppo di 900 titoli scaricabili dal sito della no profit che si occupa di archiviare materiale e software online. Da oggi la biblioteca di The Internet Arcade si allarga includendo 2400 nuovi titoli originariamente nati per Ms-Dos . Si va da classici come Doom e Zelda, a videogame più rari e per veri appassionati, attraversando tutti i generi, dall’avventura alla strategia. I giochi sono tutti disponibili gratuitamente grazie al software per emulazione in browser EM-DOSBOX, in grado di riprodurre l’esperienza di gioco di alcuni storici esemplari.
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mercoledì 7 gennaio 2015

La pillola del "pasto immaginario": fa credere al corpo di aver mangiato

Una ricerca americana presenta la fexaramina, una sostanza che avvia il processo digestivo senza il consumo di cibo e permette all'organismo di bruciare il grasso in eccesso
 Il sogno di ogni persona sovrappeso potrebbe essere presto esaudito: dagli Usa arriva la pillola che aiuta a far sparire i chili di troppo. Si chiama fexaramina ed è un farmaco ancora in fase di sperimentazione che riesce a "ingannare" il corpo attivando i processi digestivi con un "pasto immaginario" per indurlo a bruciare i grassi. I test sui roditori hanno dato finora risultati promettenti fermando l'aumento di peso.

Dimagrire senza fame - Oltre a fermare l'aumento di peso, lafexaramina permette anche di abbassare i livelli di colesterolo e zuccheri nel sangue e di minimizzare l'infiammazione. Ronald Evans, autore dello studio e direttore del Gene Expression Laboratory del Salk Institute di La Jolla (California), crede che il farmaco potrà essere presto pronto per la sperimentazione clinica umana.

"Questa pillola è come un pasto immaginario - ha dichiarato - invia gli stessi segnali che normalmente partono all'interno dell'organismo quando si ingeriscono grandi quantità di cibo. Per poterlo immagazzinare il corpo, sulla base di questi segnali, inizia a sgombrare lo spazio. Ma in questo caso le calorie non ci sono. E non c’è nessun cambiamento dell'appetito".

La lotta alla bilancia - Il team guidato da Evans ha somministrato una pillola al giorno per 5 settimane a un gruppo di topi obesi. I risultati hanno evidenziato un'accelerazione del metabolismo e la "conversione" di alcuni depositi di grasso bianco nel loro organismo in una forma adiposa "bruna", più sana e in grado di bruciare energia. Alla base della pillola c'è un meccanismo che coinvolge il recettore farnesoide X (Fxr), una proteina che catalizza il processo attraverso cui il corpo rilascia acidi biliari dal fegato, digerisce il cibo e immagazzina grassi e zuccheri. Questo recettore si attiva all'inizio di un pasto e spinge l'organismo a bruciare grassi per prepararsi ad accogliere il cibo in entrata.

Possibile trattamento contro l'obesità - La somministrazione via orale e non endovenosa permette al farmaco di agire in maniera mirata al livello dell'intestino, limitandone gli effetti collaterali e ottenendo migliori risultati sul fronte bilancia. Ora il team di scienziati sta lavorando per testare l'efficacia della fexaramina nella lotta contro l'obesità e le malattie metaboliche.
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martedì 6 gennaio 2015

Lovejoy, la cometa della Befana che si vede a occhio nudo

Nonostante la luce della Luna, particolarmente intensa in questi giorni, varrà comunque la pena osservare la cometa.

Sarà possibile farlo sul canale Scienza e Tecnica dell'ANSA, nella diretta in streaming con il Virtual Telescope in programma per martedì 6 gennaio alle 20,00.

La C/2014 Q2 Lovejoy ''è una cometa notevole, luminosa e visibile a occhio nudo, naturalmente dai luoghi non inquinati dalle luci'', osserva l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e coordinatore scientifico del Planetario di Roma.

''Vale davvero la pena di sfidare il bagliore della luna - prosegue Masi - perchè la cometa ci ha regalato finora una bellissima visione della sua coda. Confidiamo di poter osservarne l'evoluzione in diretta''.

A differenza di quanto accade con gli asteroidi, spiega, ''le comete mutano continuamente il loro aspetto a mano a mano che gas e polveri scivolano dal nucleo verso la coda''. Il risultato, aggiunge, è ''una coda che si modifica in tempo reale e si fa la sensazione che la cometa sia una cosa viva''.

Per vedere la cometa a occhio nudo bisogna guardare a Nord-Ovest di Orione (la cui Cintura è riconoscibile dalle tre stelle allineate), nello spazio compreso fra le costellazioni di Eridano e del Toro (riconoscibile per la brillante stella Aldebaran). Se la luce della Luna offuscherà lo spettacolo, a metà mese la cometa sarà visibile in tutta la sua bellezza perchè sarà alta sull'orizzonte.
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domenica 4 gennaio 2015

Viaggi 2015: sette magnifici luoghi da visitare

Esistono posti meravigliosi al mondo: alcuni il prossimo anno saranno speciali. Ecco la nostra selezione
Dove sognate di andare il quest’anno? Se temete di non avere le idee chiare al momento del brindisi di Capodanno, ecco la nostra selezione speciale sui “Best Trips 2015”. Si tratta della classifica che ogni anno la rivista National Geographic stila per segnalare i posti più belli da visitare nel mondo: noi l’abbiamo integrata e ne abbiamo scelti sette.
1. Le isole Faroe (Danimarca). Citate nella letteratura moderna tra i luoghi più esotici, sono il baluardo settentrionale della Danimarca, immerse nell’Oceano Nord Atlantico tra paesaggi mozzafiato e pittoreschi villaggi di pescatori. Si tratta di un complesso di 18 isole montagnose, abitate da appena 50mila persone: questa destinazione è stata scelta come la migliore per il 2015 dai lettori del National Geographic perché il 20 marzo prossimo ci sarà un eclisse solare totale e il proscenio dell’isola sarà una cornice indimenticabile.
2. Esteros del Iberà (Argentina). Ad un giorno di macchina da Buenos Aires, ci sono le “acque brillanti”. E’ questa la traduzione della parola autoctona “Y Berà” che ha dato origine al nome di questa località argentina, riserva naturale dal 1983. Un posto unico al mondo per gli scenari onirici creati dalle sue zone umide. Nel 2015, nasceranno in questa zona i primi cuccioli di giaguari selvaggi, dopo l’opera di ripopolamento portata avanti nell’ultimo mezzo secolo: un’occasione speciale per la gente del posto e per i suoi visitatori.
3. Mont. St. Michel (Francia). Un affresco senza eguali nel Pianeta, dove le correnti della sera portano le acque ad avvolgere il monastero dalle sembianze di un castello e inondarne la radura circostante. Qui nella bassa Normandia,cielo ed acqua si tingono dello stesso colore. Negli ultimi anni questo sito considerato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco ha avuto dei problemi di sostenibilità dovuti all’innalzamento delle maree: dal 2005 è stato portato avanti un progetto di salvaguardia che troverà realizzazione completa nel 2015. Un’ottima occasione per riscoprire tutta la bellezza di Mont. St. Michel.
4. Zermatt (Svizzera). Da quando il 14 luglio del 1865 Edward Whymper, scalatore britannico, conquistò la vetta dove oggi sorge questo villaggio svizzero, il turismo in questo ameno paesino di montagna non ha fatto che crescere: oggi si contano un milione e mezzo di visitatori ogni anno. Zermatt è una delle località più incantevoli del versante svizzero del Monte Cervino, sia per la bellezza unica dei suoi paesaggi e delle sue vette, sia per i colori e gli usi dei suoi abitanti, che il prossimo anno festeggeranno i 150 anni dalla scoperta di Whymper.
5. Mergui Archipelago (Myanmar). Si tratta di una delle pochissime nazioni del Pianeta ancora lontane dalla globalizzazione, dopo il lungo isolamento dovuto alla dittatura. Oggi la Birmania ha molte attrattive per i turisti: tra tutte vi consigliamo le “Forbidden Islands”, le Isole Proibite. Definite dal documentarista Klaus Reisinger come “uno degli ultimi paradisi rimasti in Terra”, queste isole sono state interdette ai birmani dal 1997. Da quando le 800 isolette birmane sono state riaperte al turismo, i visitatori non sono mancati: dagli animali selvaggi alle creature marine, tutto qui è natura incontaminata.
6. Sark, Isole del Canale (Francia). Un luogo dove il tempo da secoli si è fermato: basti pensare che solo nel 2008 è stato ufficialmente abolito il feudalesimo nelle Isole del Canale. E qui le macchine sono proibite e non esistono bancomat. Cottage tipici, muretti a secco e un paesaggio di un altro tempo vi accompagneranno in un viaggio a ritroso nei secoli che attira sempre più curiosi. Un percorso controtendenza, alla riscoperta di una Francia da ritrovare nei libri di storia.

7. Milano (Italia). L’Expo 2015, che dovrebbe attirare oltre venti milioni di persone da maggio ad ottobre prossimo a Milano, sarà la celebrazione dei padiglioni dei paesi partecipanti e delle soluzioni per “Alimentare il pianeta”, il tema della manifestazione. Un’occasione unica per i turisti di tutto il mondo: per noi italiani, una meta facile da raggiungere verso un evento che segnerà l’agenda planetaria del prossimo anno.
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Twitter: pronta la funzione Mentre eri Via

Twitter ha iniziato ad integrare la nuova funzione che appunta sulla Timeline quello che ritiene essere i tweet importanti che non sono stati visti dagli utenti. E' solo una delle novità annunciate a novembre dello scorso anno.

Twitter ha iniziato ad integrare la nuova funzione "Timeline Highlights" che appunta quello che ritiene essere i tweet importanti che non sono stati visti dall'utente perchè magari al momento della pubblicazione non era collegato, stando a quanto riporta il The Guardian.
Twitter ha annunciato di aver iniziato a sperimentare la nuova funzione a novembre. A quel tempo, il VP dei prodotti di Twitter Kevin Weil ha detto in un post sul blog: "Siamo in grado di utilizzare le informazioni come chi si segue per dirvi quello che vi siete persi e di mostrarvi i tweet più importanti non appena si riapre l'app."
Twitter è una piattaforma straordinaria per mantenersi aggiornati con le notizie, opinioni e generalmente ciò che sta accadendo nel mondo mentre accade. Con più di 500 milioni di tweet inviati ogni giorno, è facile essere sopraffatti dal volume di informazioni che gli utenti pubblicano e qualche tweet potrebbe sfuggire. Con questa nuova funzione, Twitter sta cercando di rendere la piattaforma un po' meno confusionaria.
La società sembra aver preso ispirazione da Facebook, che usa il suo algoritmo per adattare le timeline degli utenti in base a ciò la piattaforma pensa che siano i post più importanti e coinvolgenti - e non solo i più recenti.
Finora l'aggiornamento che integra la "Timeline Highlights" appare solo nell'app Twitter per iOS. TechCrunch fa notare che alcuni utenti hanno accesso alla funzione dall'inizio di dicembre, ma sembra che il rilascio si sia intensificato a più utenti alla vigilia del nuovo anno quando sempre più utenti hanno cominciato a vedere i tweet "While You Were Away" sull'app mobile.
Le reazioni da parte degli utenti alla funzione finora sono miste, servirà quindi del tempo per sapere se piace o no.
Twitter ha anche detto a novembre che sta testando nuove funzionalità come ad esempio una "timeline personalizzata" per i nuovi utenti in modo che i loro profili vengano immediatamente popolati di tweet e consigli di altri profili da iniziare a seguire.

Tutti questi nuovi aggiornamenti sono progettati per rendere Twitter più facile da usare, nella speranza di attirare più utenti e incoraggiare gli utenti che si sono annoiati di usare il servizio a dare alla piattaforma un'altra possibilità.
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sabato 3 gennaio 2015

Tumori, la ricerca shock: ne causa più la sfortuna che lo stile di vita

Lo studio pubblicato su Science è stato elaborato su modelli matematici e analizzando 31 differenti tipi di neoplasie: solo in 9 di essi è stato trovato un collegamento diretto con le abitudini e le condizioni del malato. L'esito suggerisce che si debbano aumentare gli sforzi per progredire sulle diagnosi precoci


In molti casi ammalarsi di cancro è solo un fatto di sfortuna e non di stile di vita. Riassunta così, la conclusione della ricerca condotta alla Johns Hopkins School of Medicine del Maryland potrebbe apparire sconvolgente da un punto di vista scientifico perché controcorrente rispetto a tutto quanto da anni ripetonostudiosi e medici. Eppure è proprio quello che sostengono i due ricercatori che hanno elaborato lo studio pubblicato sulle pagine del prestigiosa rivista "Science".

Due terzi dei tumori sarebbero infatti dovuti a mutazioni legate al puro caso, intendendo con ciò tutto quello che l'uomo e la scienza non sono ancora riusciti a spiegare, piuttosto che a stili di vita sbagliati come il fumo. Solo un terzo sarebbe invece legato a fattori ambientali o predisposizioni ereditarie. In sintesi, il 66% dei tumori è pura sfortuna, ossia sembrano apparentemente incomprensibili perché si verificano in assenza di comportamenti a rischio. Questa 'certezza' non cancella il fatto che gli stili di vita sbagliati aumentino il rischio di ammalarsi: il fumo da solo, ad esempio, resta il responsabile del 20% dei casi di cancro in tutto il mondo. Lo stesso vale per l'eccessiva esposizione al sole, bere troppo alcol o essere sovrappeso.

Gli autori della ricerca sono il genetista Bert Vogelstein e il matematico Cristian Tomasetti che hanno analizzato 31 differenti tumori e, seguendo dei modelli matematici, sono arrivati al seguente risultato: solo 9 sono risultati essere collegati allo stile di vita o a difetti genetici; i restanti 22 erano "principalmente collegati alla sfortuna: il Dna o come viviamo hanno solo un piccolo impatto", evidenziano i ricercatori.

Tra le neoplasie collegate alla 'cattiva sorte', la ricerca inserisce quelle localizzate in alcuni organi e tessuti: cervello, testa-collo, tiroide, esofago, polmone, osso, fegato, pancreas, melanoma, ovario e testicolo. Su alcune forme tumorali i ricercatori evidenziano invece come il fumo, gli effetti del sole, delle radiazioni, di un eccessivo consumo di carne e fattori genetici possano avere un effetto scatenante (ad esempio tumore al polmone, fegato e gola).

Il lavoro di Vogelstein e Tomasetti si è concentrato sulle staminali, cellule che si possono differenziare in diversi tipi di tessuti a seconda delle esigenze. Proprio a causa della loro longevità, una mutazione nelle staminali può avere conseguenze molto più deleterie rispetto a quando ciò accade in una cellula comune.

Gli scienziati hanno contato le mutazioni casuali che possono avvenire durante una divisione cellulare, lasciando da parte altre cause (geni difettosi ereditati o di tipo ambientale come il fumo o la presenza di radiazioni). Il sistema matematico elaborato dai ricercatori ha evidenziato che all'aumentare del numero di divisioni cellulari aumenta il rischio che si sviluppi un tumore.

Secondo gli scienziati, dunque, in molti casi non è possibile prevenire i tumori, ma se resta ferma il valore della prevenzione generale, la ricerca dovrebbe concentrarsi però soprattutto sulla diagnosi precoce per bloccare il cancro nei primi stadi di sviluppo e quando la soluzione chirurgica può essere decisiva.

Lo studio, che lascia fuori dall'analisi un terzo delle neoplasie conosciute per le quali le cause sono particolari predisposizioni genetiche e ambientali molto pericolose, è comunque un lavoro di tipo statistico e quindi andrà verificato con altre ricerche.
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Calendario 2015: ecco i prossimi ponti utili per viaggiare

Il 2015 sembrerebbe un anno avaro di ricorrenze. Ma è davvero così? Cerchiamo di sfruttare al meglio i ponti a ridosso delle festività per concederci un weekend lungo in località italiane o estere. Ecco quando è meglio andare in vacanza secondo il calendario delle festività 2015.

Con l’arrivo del 2015 tutti gli occhi sono puntati sul calendario, nella speranza di organizzare un weekend fuori porta approfittando dei giorni non lavorativi che allungano le festività. Conoscere in anticipo i giorni festivi dell’anno è l’ideale per programmare un viaggio nel periodo al di fuori delle vacanze estive. Se volete approfittare di qualche giorno extra per concedervi un break e prolungare i vostri viaggi, vi suggeriamo tutti i ponti delle vacanze 2015.

Purtroppo il 2015 appena iniziato si dimostra avaro in fatto di ponti a ridosso delle festività canoniche. Moltissime feste cadranno di sabato o domenica, impedendo di organizzare gite per i weekend lunghi. Il magro bottino delle festività prevede un ponte lungo per il 2 giugno e uno per la festa dell’Immacolata l’8 dicembre, dato che entrambe le ricorrenze cadranno di martedì. L’unico vero ponte dell’anno è proprio quello in corso, che va dal 1° al 6 gennaio, giorno dell’Epifania. Il prossimo sarà quello che ci porterà nel 2016, ma questa è un’altra storia.

Per organizzare una gita fuori porta bisognerà aspettare le vacanze di Pasqua (4-6 aprile). Salta il ponte del 25 aprile, che cadrà di sabato, e bisognerà accontentarsi del miniponte del il 1° maggio, che sarà di venerdì. Potrete organizzare una vacanza nel ponte per il 2 giugno e, solo per i romani, il 29 giugno (un lunedì).

L’estate 2015 non è prodiga di vacanze: niente feste a luglio e neppure ad agosto. Ferragosto “bruciato” per chi non è in ferie: cadrà di sabato. A settembre e ottobre, di festività neanche a parlarne. Così come nel mese successivo, con il ponte di Ognissanti “sprecato”, visto che il 1° novembre cade di domenica.

Le cose andranno meglio con le vacanze di Natale 2015. La festa dell’Immacolata cade martedì 8, con un possibile ponte per vacanze da sfruttare. Lo stesso giorno di Natale 2015 sarà un venerdì e consentirà un piccolo ponte fino a domenica 27.

Festività e ponti delle vacanze 2015:

Epifania (6gg): giovedì 1° gennaio – martedì 6 gennaio
Pasqua (3gg): sabato 4 aprile – lunedì 6 aprile
Festa della Liberazione (2gg): sabato 25 aprile – domenica 26 aprile
Festa dei Lavoratori (3gg): venerdì 1° maggio – domenica 3 maggio
Festa della Repubblica (4gg): sabato 30 maggio – martedì 2 giugno
Ferragosto (2gg): sabato 15 agosto – domenica 6 agosto
Ognissanti: 1° novembre
Festa dell’Immacolata (4gg): sabato 5 dicembre – martedì 8 dicembre

Natale (3gg): venerdì 25 dicembre – domenica 27 dicembre
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Internet, le bionde navigano più lentamente

Una ricerca di Content Square mostra le differenze di comportamento online tra uomini e donne, mancini e non, bionde e more.
Le bionde navigano più lentamente. Niente di personale: è solo il risultato di una ricerca condotta da Content Square su un campione di 4000 persone (in Francia) sull’e-commerce e le differenze di comportamento su Internet.
Le donne, per esempio, cliccano il 30% più degli uomini su uno stesso sito, vedono il 12% di pagine in più, comprano il 7% più veloce degli uomini e hanno un tempo di esitazione prima di cliccare l’10% in meno dei maschi. A differenza di quello che si può pensare, sono le donne quelle che guardano di più le immagini: gli uomini sono più inclini a cercare e leggere i dettagli della descrizione.
I destri vanno più veloci dei mancini mentre tra i giovani (18-34 anni) e i senior (45-64 anni), le differenze in tempo di visualizzazione/interazione sono pressoché inesistenti. I senior vedono il 4% in meno di pagine rispetto ai nativi digitali.
Ma torniamo alle bionde: impiegano, secondo la ricerca, il 30% in più del tempo a cliccare rispetto alle brune (che hanno un tempo di esitazione prima di cliccare di 0.49 secondi). Le brune lasciano indietro anche gli uomini, il cui tempo di esitazione è il 13% in più rispetto alle ragazze con i capelli scuri.

Gli occhi chiari aumenterebbero il tempo di esitazione prima del clic del 9%. Chi è sotto l’effetto di alcol, clicca il 20% meno di chi è sobrio: crolla, così, la classica scusa dell’acquisto sbagliato per colpa dell’alcol.
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venerdì 2 gennaio 2015

Samsung scommette su Tizen: il sistema operativo sarà su tutte le smart tv

L’azienda sudcoreana sfida Android e iOS di Apple
Samsung scommette su Tizen, il suo sistema operativo fatto in casa con cui punta a emanciparsi da Android di Google. L’azienda sudcoreana ha annunciato che la piattaforma equipaggerà tutte le smart tv che saranno presentate nel 2015, a iniziare da quelle in mostra al Ces di Las Vegas tra pochi giorni.  

Tizen è già presente su alcuni prodotti, tra cui gli smartwatch, ma non è ancora approdato sugli smartphone. Il lancio del primo smartphone con Tizen, chiamato Sansung Z, sarebbe dovuto avvenire in Russia nel 2014 ma, come ha spiegato la società, è stato rimandato per «migliorare l’ecosistema». In pratica non ci sarebbero state ancora abbastanza applicazioni da consentire un buon esordio per tentare di sfidare Android e iOS di Apple. Alcune indiscrezioni avevano ipotizzato un lancio in India a novembre, anche questo mai avvenuto. 


Nel frattempo Tizen è approdato su altri dispositivi tra cui il Gear S, lo smartwatch dotato di scheda Sim che lo rende autonomo dallo smartphone anche per telefonare. E ora supporterà le tv intelligenti dell’azienda coreana, che saranno in grado di cercare autonomamente gli smartphone e i tablet Samsung vicini e di stabilire una connessione, in modo da consentire il trasferimento di contenuti. Sui device mobili, ad esempio, si potrà guardare la tv in casa anche se il televisore è spento.
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