Auguri www: il web libero festeggia 20 anni.
ROMA - Il World Wide Web,
noto più semplicemente come Web, compie 20 anni di libertà: il 30 aprile del
1993 il Cern di Ginevra rendeva infatti pubblica la tecnologia utilizzata e la
rendeva disponibile liberamente senza diritti .
Noto con l'acronimo di Www oppure Web, questo servizio
internet fu creato nel 1989 da Tim Berners-Lee, un ricercatore del Cern, per favorire la
condivisione delle informazioni tra i fisici di univarsità e istituti di
ricerca. Al momento dell'ideazione, il World Wide Web rappresentava soltanto
uno dei molti servizi simili disponibili su Internet. La semplicità d'uso e
soprattutto la decisione di renderlo un servizio libero e senza diritti ne
portò alla rapida diffusione, tanto da essere oggi il più diffuso standard di
trasmissione su Internet.
Per celebrare l'anniversario della pubblicazione del
documento che ha reso gratuita la tecnologia Web, il Cern ha avviato un
progetto per ripristinare il primo sito
della rete, oggi non più in
linea, realizzato da Berners-Lee proprio per diffondere l'uso del Web e
ospitato su un computer NeXT.
La password più sicura sta per arrivare: si attiva con il pensiero
Analizziamo la forma composta passthought, dove pass sta per passaggio, accesso e thought corrisponde a pensiero. Richiama la parola password con cui in realtà ha attinenza. E’ una novità della tecnologia: attraverso un dispositivo (connesso tramite Bluetooth) si potrà semplicemente pensare una combinazione alfanumerica, passthought, che sarà decifrata leggendo le nostre onde cerebrali. In tal modo si potranno attivare procedure come per esempio l’uso del cellulare o altri strumenti ma soprattutto non ci sarà pericolo che occhi indiscreti o altri sistemi possano carpirla. In futuro è probabile che invece di digitare il nostro PIN (personal identification number) nel prelevare denaro al bancomat potremmo sfruttare questo mezzo per sconfiggere i c.d. shoulder surfer, dove shoulder sta per spalla e surfer chi naviga, va in surf, ossia chi, alle spalle della vittima, intenta ad utilizzare uno sportello automatico, ruba i dati composti sulla tastiera. (IlMessaggero.it)
Addio a Richie Havens
Roma, 23 apr. (Adnkronos) - E' morto stroncato da un attacco di cuore il musicista americano Richie Havens. Aveva 72 anni. Lo riferisce il sito della Cnn, precisando che la notizia della scomparsa del celebre cantautore e' stata diffusa dal suo agente. Havens, che si era ritirato dalle scene tre anni fa, aveva al suo attivo quasi quarant'anni di carriera e oltre trenta album registrati. la sua fama era legata soprattutto al suo senso del ritmo e al suo modo di suonare la chitarra, definito da John Lennon in un'intervista su 'Rolling Stone', "molto funky".
Scoperti due nuovi pianeti fratelli della Terra
Si chiamano Kepler-62e e Kepler-62f e potrebbero offrire condizioni adatte alla vita.
Erano già alcuni mesi che non si sentiva parlare della scoperta di
qualche nuovo "pianeta gemello della Terra", dopo l'individuazione
di HD 40307g, nel novembre dello scorso anno.
Questa volta
sono ben due i candidati e ancora una volta sono stati scoperti dal telescopio spaziale
Kepler, il quale si sta rivelando uno strumento prezioso.
Gli ultimi
"sosia" - in ordine di tempo - della Terra sono quindi stati
battezzati Kepler-62e e Kepler-62f (si trovano infatti nel sistema chiamato
Kepler-62 e sono rispettivamente il quinto e il sesto pianeta dal loro sole)
ma, nonostante già qualcuno si sia lanciato nell'affermare che certamente
ospitano acqua allo stato liquido e fors'anche la vita, la NASA è
molto più cauta.
Entrambi si
trovano infatti nella cosiddetta "zona abitabile", ossia a una
distanza tale dalla propria stella da rendere possibile la presenza di acqua
liquida e una temperatura compatibile con la vita.
Kepler-62f è
il 40% più grande della Terra ed è probabile che sia fatto di roccia;
Kepler-62e, invece, è il 60% più grande della Terra.
John
Grunsfeld, della NASA, spiega: «La
scoperta di questi pianeti rocciosi nella zona abitabile ci porta un po' più
vicini a scoprire un posto simile a casa nostra. È solo una questione di tempo
prima che scopriamo se la galassia ospiti una moltitudine di pianeti come la
Terra o se siamo una rarità».
Kepler-62e
completa un'orbita in 122 giorni, mentre il fratello impiega 267 giorni; di quest'ultimo
gli scienziati sono riusciti a calcolare le dimensioni, ma massa e composizione
ancora non sono noti.
Per
individuare i pianeti e permettere di trarre conclusioni circa le loro
dimensioni e composizione, Kepler analizza le variazioni nella luminosità di
una stella di riferimento quando un "pianeta candidato" le passa
davanti; in base a questi dati, tramite varie tecniche di analisi, è possibile
fare ipotesi sui dati più interessanti (massa, dimensioni, temperatura e via
dicendo).
«Conosciamo
una sola stella intorno alla quale orbiti un pianeta che ospita la vita, il
Sole. Trovare un pianeta nella zona abitabile di una stella simile al nostro
sole è una pietra miliare importante verso la scoperta di pianeti davvero
simili alla Terra» spiega Thomas Barclay,
scienziato che si occupa della missione Kepler al Bay Area
Environmental Research Institute diSonoma, in California (USA).(ZeusNews)
Google lancia il testamento (per la vita digitale).
Cosa fare dei nostri dati e account dopo una lunga
latitanza o, peggio, la nostra dipartita? Il motore di ricerca offre la
soluzione
Che succede dopo la morte? Nessuno lo sa
veramente. Cosa succede della nostra vita digitale quando l’abbandoniamo, o per
noia o per improvvisa e involontaria dipartita da questa terra? In realtà,
anche di questo poco si sa, ma Google ha deciso, per quel che riguarda i suoi
servizi, di regalarci qualche certezza. Il motore di ricerca ha infatti
introdotto uno strumento che permette di esprimere le proprie volontà per il
futuro del nostro account. Tecnicamente si chiamaGestione Account Inattivo ,
nome neutro e rassicurante, ma è evidente che funziona come una sorta di
testamento. Permette, infatti, di esprimere ciò che si vuole fare con i propri
dati ospitati sulla rete dopo la morte, o, più semplicemente, quando si decide
di smettere di usare il proprio account per un lungo periodo di tempo.
L’idea si presta a un facile umorismo
(macabro), e se non fosse trascorso da tempo il primo aprile si potrebbe
pensare a una delle molte burle di Google. Ma burla o no, questo tool
risolverebbe un problema serio. Molte persone hanno fatto l’esperienza di un
profilo Facebook che continua a esserci proposto o che occhieggia con il volto
di una persona amica, anche quando questa ci ha, purtroppo, lasciato. Una
situazione che può essere dolorosa e incresciosa e a cui bene ha fatto Google a
porre mano.
“A molti di noi non piace pensare alla
morte - in particolare la nostra,” ha scritto il Product Manager Andreas Tuerk
in un post
sul blog , “ma fare progetti per ciò che accade dopo che te ne
sei andato è molto importante per le persone che si lasciano alle spalle. Così
oggi, stiamo lanciando una nuova funzione che rende facile comunicare a Google
ciò che si vuole fare con le risorse digitali quando si muore o non può più
usare il proprio account”.
Avete idea di quanta parte di voi
galleggia nel mondo virtuale? La soluzione consente di istruire i server su
cosa fare con i vostri messaggi di Gmail, vale a dire una fitta corrispondenza
anche molto personale, i dati del profilo di Google+, i post di Blogger, i file
del disco, le foto dell’album Picasa, magari ricordi imperdibili, i dati di Google
Voice e i video di YouTube. Con pochi clic si può scegliere cosa si desidera
recuperare e cosa affidare all’oblio. Google potrà inviare il pacchetto a
“contatti attendibili”, sebbene resti qualche dubbio sul modo in cui propri
cari riceverebbero tutti i dati della vita online che avevamo affidati a
Google.
Tra le impostazioni a disposizione, c’è il
periodo di tempo di inattività oltre il quale il motore di ricerca avrà il via
libera per cancellare i propri dati: tre, sei, nove o 12 mesi. È chiaro che un
simile strumento consente anche di prevedere una certa pulizia e attenzione
alla privacy, e magari un incentivo a non lasciare languire per troppo tempo i
nostri account, a tutto vantaggio della vivacità dei servizi di Google. Ma
questo è poco rilevante. L’idea di disporre della propria eredità digitale,
senza mettere nei guai i posteri e proteggendo, magari, documenti, testi ed
espressioni che vogliamo scompaiano con noi sembra saggiamente in linea con il
nuovo stile di vita. (La Stampa.it)
L’idea si presta a un facile umorismo
(macabro), e se non fosse trascorso da tempo il primo aprile si potrebbe
pensare a una delle molte burle di Google. Ma burla o no, questo tool
risolverebbe un problema serio. Molte persone hanno fatto l’esperienza di un
profilo Facebook che continua a esserci proposto o che occhieggia con il volto
di una persona amica, anche quando questa ci ha, purtroppo, lasciato. Una
situazione che può essere dolorosa e incresciosa e a cui bene ha fatto Google a
porre mano.
Il combustibile eco si fa col microrganismo Ogm
Copiando il meccanismo della fotosintesi
si produce energia dall'anidride carbonica
E' stato sviluppato un
microrganismo geneticamente modificato in grado di convertire l'anidride
carbonica in un combustibile ecologico. La ricerca è stata condotta presso la University
of Georgia e pubblicata suProceedings of National Academies
of Sciences.
Il processo - Il team di ricercatori ha sviluppato
una metodologia per selezionare la CO2 presente nell'atmosfera e trasformarlo
in prodotti industriali, tra cui il carburante. Il metodo segue il percorso
della fotosintesi attraverso cui le piante utilizzano la luce solare, per
trasformare acqua e anidride carbonica in zuccheri, e se ne servono per
produrre energia. I ricercatori hanno creato un microrganismo, manipolando il
materiale genetico, per imitare il processo. Per lo studio sono partiti dal Pyrococcus
furiosus un microrganismo che si nutre di carboidrati nelle acque
surriscaldate dell'oceano vicine a sfiati geotermici:
Biomasse, adieu - Gli scienziati hanno poi modificato il microrganismo in modo che potesse alimentarsi a temperature inferiori. Hanno poi usato gas idrogeno per creare una reazione chimica nel microrganismo e integrato la CO2 con l'acido 3-idrossipropionico, una sostanza chimica industriale usata per fare acrilici e altri prodotti.
Michael Adams, a capo della ricerca, ha spiegato: "Grazie alla scoperta siamo in grado di eliminare le piante come intermediari, e di estrarre l'anidride carbonica direttamente dall'atmosfera per trasformarla in prodotti utili, senza dover passare attraverso elementi ricavati da biomasse altrimenti utili per l'alimentazione, come la coltivazione delle piante e l'estrazione degli zuccheri". Oltre alla produzione di prodotti industriali, altre manipolazioni genetiche potrebbero consentire al microrganismo di produrre altri prodotti, compresi i combustibili.
I limiti - Tuttavia il ciclo di conversione dipende ancora dai combustibili fossili. Infatti, i ricercatori hanno utilizzato l'idrogeno come fonte di energia, la cui sorgente più facilmente disponibile è al momento il gas naturale, un combustibile fossile. Adams ha aggiunto: "Nella ricerca a lungo termine ci auguriamo di poter utilizzare idrogeno da fonti rinnovabili biologiche, come da alghe fotosintetiche o rifiuti dei prodotti di fermentazione". In ogni caso, il combustibile prodotto con il Pyrococcus furiosus è a zero emissioni perché quando brucia rilascia la stessa quantità di CO2 utilizzata per crearlo e ciò lo rende più pulito di benzina, petrolio e carbone.(TGCom24)
Biomasse, adieu - Gli scienziati hanno poi modificato il microrganismo in modo che potesse alimentarsi a temperature inferiori. Hanno poi usato gas idrogeno per creare una reazione chimica nel microrganismo e integrato la CO2 con l'acido 3-idrossipropionico, una sostanza chimica industriale usata per fare acrilici e altri prodotti.
Michael Adams, a capo della ricerca, ha spiegato: "Grazie alla scoperta siamo in grado di eliminare le piante come intermediari, e di estrarre l'anidride carbonica direttamente dall'atmosfera per trasformarla in prodotti utili, senza dover passare attraverso elementi ricavati da biomasse altrimenti utili per l'alimentazione, come la coltivazione delle piante e l'estrazione degli zuccheri". Oltre alla produzione di prodotti industriali, altre manipolazioni genetiche potrebbero consentire al microrganismo di produrre altri prodotti, compresi i combustibili.
I limiti - Tuttavia il ciclo di conversione dipende ancora dai combustibili fossili. Infatti, i ricercatori hanno utilizzato l'idrogeno come fonte di energia, la cui sorgente più facilmente disponibile è al momento il gas naturale, un combustibile fossile. Adams ha aggiunto: "Nella ricerca a lungo termine ci auguriamo di poter utilizzare idrogeno da fonti rinnovabili biologiche, come da alghe fotosintetiche o rifiuti dei prodotti di fermentazione". In ogni caso, il combustibile prodotto con il Pyrococcus furiosus è a zero emissioni perché quando brucia rilascia la stessa quantità di CO2 utilizzata per crearlo e ciò lo rende più pulito di benzina, petrolio e carbone.(TGCom24)
Tunnel carpale? Arriva Bat, il primo mouse wireless levitante
Roma, 13 mar. (Ign) - Si chiama Bat ed è ancora in fase di test, ma l'obiettivo che si propone è quello di prevenire e curare una delle malattie contemporanee più comuni: la Sindrome del tunnel carpale.Si tratta del primo mouse wireless levitante. Presentato dal designer Vabin Kibardin sul sito ufficiale Kibardindesign, è dotato di una base composta da un anello magnetico che gli permatte di 'galleggiare' a circa 40 mm quando non viene utilizzato, per poi abbassarsi a 10 mm dalla scrivania quando invece vi si appoggia la mano sopra per usarlo. Il mouse raggiunge un’altezza minima supportando fino a 1 kg di peso.Proprio la sua particolare peculiarità di fluttuare in aria, a detta infatti del suo inventore, permetterebbe di risolvere alcune problematiche che investono chi, con il computer, ci lavora molto.La Sindrome del Tunnel Carpale è la neuropatia (patologia che colpisce il sistema nervoso periferico) più frequente ed è dovuta alla compressione del nervo mediano al polso nel suo passaggio attraverso il tunnel carpale.
Uno" sguardo" al nuovo Samsung Galaxy S4
(AGI) - Roma, 12 mar. - Non e' ancora in grado di leggere nel pensiero, ma il nuovo Samsung Galaxy S4 e' stato concepito per seguire e interpretare lo sguardo. Le indiscrezioni pubblicate dal New York Times danno per certa la rivoluzionaria tecnologia di 'Eye tracking' che permettera' al super-smartphone di seguire i nostri occhi. L'ultimo gioiello del colosso sudcoreano sara' quindi in grado scorrere le pagine quando si e' arrivati alla fine del testo e di mettere in pausa un video quando si distoglie lo sguardo dal display. L'appuntamento per la presentazione e' per il 14 marzo a New York, ma intanto sui siti specializzati si parla anche delle altre caratteristiche del Galaxy S4: schermo ad altissima definizione (full HD) da 4,99 pollici, 2 giga di Ram (molto piu' potente di un netbook) e una fotocamera da 13 megapixel, piu' del doppio del concorrente iPhone 5 di Apple. (AGI)
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Lucammello blog: viaggiare in rete