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giovedì 9 agosto 2012

Notte di San Lorenzo: preprate i desideri !!!!

Roma, 9 ago. - (Ign) – Sarà la notte dei desideri. Tanti per quante stelle riesci a vedere. Da secoli ci si incontra la sera, un po’ per gioco, un po’ per scaramanzia, lontano dai lampioni delle città per scrutare quello che Pascoli interpretò come il pianto del cielo. Se il mondo della scienza attribuisce il ‘miracolo’ allo sciame meteorico delle Perseidi che, passando attraverso l'orbita terrestre, dà vita a uno spettacolo straordinario, la tradizione vuole che altro non siano che le lacrime, versate da San Lorenzo durante il suo supplizio. E’ proprio nel giorno in cui il Santo morì che le gocce di dolore scendono sulla terra e regalano fortuna a chi le vede. 
Lorenzo era un giovane diacono della chiesa di Roma sotto papa Sisto II. Dopo la decapitazione del Pontefice, a seguito di un editto dell’imperatore Valeriano (258) che ordinava che tutti i vescovi, i presbiteri e i diaconi venissero messi a morte, il 10 agosto toccò anche a Lorenzo che, secondo la tradizione, sarebbe stato martirizzato su una graticola ardente divenuta poi simbolo del santo anche se il supplizio sui carboni ardenti non è storicamente certo. Ma nella tradizione popolare questa certezza è ben radicata.  C’è infatti chi vede nella pioggia di stelle non le  ‘lacrime’, ma i ‘fuochi’ di San Lorenzo, ovvero quelle scintille provenienti dalla graticola infuocata poi volate in cielo che, come canta la filastrocca veneta, nella notte del suo supplizio “casca dal ciel carboni ardenti". Le spoglie del santo sono sepolte nella cripta della confessione della Basilica di san Lorenzo insieme ai santi Stefano e Giustino. I resti furono rinvenuti nel corso dei restauri operati da papa Pelagio II.
Diverse sono le manifestazioni legate al culto del Santo. Tra le più rinomate c'è la 'La notte magica di San Lorenzo' che si svolge sulla spiaggia di Cervia, in un tripudio di fuochi d'artificio, musica ed enogastronomia. C'è poi il classico bagno di mezzanotte che qui assume un significato del tutto particolare. Secondo la tradizione, infatti, in Emila Romagna, il giorno di San Lorenzo, ci si deve immergere sette volte in mare per purificarsi e per attirare a sé fortuna e felicità. Si tratta dei 'Sette bagni di San Lorenzo' che, fin dall'antichità, richiamavano sulla riviera romagnola un grande afflusso di bagnanti, provenienti dalla campagna, pronti a riversarsi sulla spiaggia con la speranza di guarire dalle eventuali malattie e di propiziarsi un anno migliore. In chiave cristiana le origini dell'usanza sono legate all'apparizione di San Lorenzo, avvenuta a Cervia, quando la cittadina venne colpita dalla febbre malarica. Si narra che il Santo apparve in sogno a una ragazza malata, indicandole la via della guarigione nelle acque salmastre, dispensatrici dei sette doni dello Spirito Santo: Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà e Timore di Dio. Da allora, dunque, ebbe inizio la consuetudine del 'bagno purificatore, rito che ancora oggi conserva il suo fascino e che rivive nel bagno di mezzanotte, seppure con qualche differenza, a Cervia .
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mercoledì 21 settembre 2011

Dal rifiuto agli swap party, il dono contrasta la crisi

Roma, 21 set. (Adnkronos) - Gli economisti la chiamano "economia del dono", e a qualcuno fa sorridere perché, in fondo, si tratta del vecchio baratto. Ma il fenomeno ha la sua importanza e si sta diffondendo un po' ovunque e sotto varie forme. In Italia per esempio, da un po' di tempo ci si può imbattere in uno strano cassonetto, sconosciuto anche a chi osserva la più rigorosa differenziata. Si chiama "Rca", acronimo di "rifiuto con affetto" e serve a metterci dentro quelle cose che vogliamo buttare, ma che a qualcun altro potrebbero tornare utili.
L’iniziativa, nata nel 2007 come installazione artistica e diventata idea imprenditoriale, è di Roberta Bruzzechesse, Maddalena Vantaggi e Maria Zanchi. "A Venezia -spiega all'Adnkronos la Zanchi- abbiamo notato che accanto ai cassonetti della spazzatura la gente lasciava di tutto: oggetti per loro inutili ma che magari a qualcun altro potevano servire, ed è così che abbiamo realizzato l'RCA, sostituendo la parte frontale di un cassonetto, normalmente chiusa, con uno sportello trasparente per rendere accessibile ciò che normalmente è invisibile".
Una vetrina da cui prendere liberamente e senza problemi di orario ciò che serve, lasciando quello che non si usa più. Partito a Venezia, ora RCA è presente in altre sette città "e continuano ad arrivare richieste - aggiunge Maria Zanchi - Ora lavoriamo per diffonderlo perché diventi un'abitudine di tutti gli italiani".
Economia del dono, quindi, con una sua dignità. Tanto che uno dei modi in cui si manifesta, ovvero gli "swap party", ha creato il suo neologismo: il verbo 'swappare'. Molto più glamour di 'barattare' o 'scambiare', certo, ma in effetti negli swap party si possono mettere le mani su vestiti e accessori firmati, appena usciti dagli armati delle shop-addicted e magari nuovi o quasi. E senza spendere un euro. Altro che gli abiti in disuso e fuori moda raccattati dalla cugina di secondo grado o passati dalla zia.
Tanti i siti dedicati all'organizzazione di swap party. Basta iscriversi, pubblicare le foto dell'accessorio da swappare e organizzare con gli altri swappatori l'incontro. Insomma, più la crisi fa sentire la sua minaccia, più il fenomeno si diffonde, coinvolgendo non più solo gli amici e i parenti, ma mettendo in rete sconosciuti con forme spesso originali e fantasiose.
Come il "Givebox" nel quale ci si può imbattere da qualche mese a Berlino. È una specie di cabina armadio su cui campeggia il motto "sharing is caring", nata grazie a due giovani berlinesi che hanno messo insieme gli oggetti in buono stato che non volevano più per offrirli ai passanti in cambio di qualcosa. Una sorta di temporary shop che cambia ogni giorno la merce esposta, dagli abiti agli alimenti, dai libri agli oggetti d'uso quotidiano, che si può seguire su Facebook.
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