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martedì 25 ottobre 2011

I falsari attaccano l'agroalimentare italiano

Roma, 25 ott. (Adnkronos) - Da qualche anno i prodotti alimentari tipici italiani, con tutto il made in Italy, sono sotto attacco da parte della contraffazione internazionale e sono allarmanti i dati che denunciano come questo fenomeno sia in continua crescita. I numeri del falso made in Italy sono stati diffusi in "Italia a Tavola 2011", il rapporto congiunto presentato oggi a Roma dal MDC (Movimento dei Consumatori) e da Legambiente.
Nessun prodotto esce indenne dall'attacco dei falsari, dall’italian sounding ai taroccamenti dei prodotti a marchio di origine (DOP, IGP e STG). Tra i falsi c'è il vino di pregio e il Pomodoro "San Marzano", una specie in via di estinzione in Italia, come sostiene la Confagricoltura, ma ben presente nelle coltivazioni "tarocche" all'estero. E poi ancora le mozzarelle di bufala campana Dop e l'olio extra vergine "deodorato"; non si salvano neanche i Panettoni e le Colombe, super "taroccate" durante le feste.
Le cifre fornite sono impressionanti, segno di un business su scala industriale; lo scorso anno sono stati fatti oltre 430 mila controlli tra Agenzia delle Dogane, Carabinieri del NAS e per le Politiche Agricole e Alimentari, Capitanerie di Porto, Corpo forestale, Servizi di igiene ed AS.
Elevato il valore delle singole operazioni, si va dai 10 milioni di euro di olio vergine di oliva o addirittura lampante (e quindi non commestibile) spacciato per extra vergine ai 7 milioni di euro per il sequestro di 100 hl di prodotti vinosi illecitamente qualificati come “Amarone” e “Valpolicella Ripasso”. E ancora, è di 4 milioni di euro il valore dei 450 mila chilogrammi di olio extravergine di oliva “deodorato”, di 3,4 milioni di euro quello dei vini di qualità prodotti in regioni determinate e IGT e dei prodotti a marchio di origine (DOP, IGP e STG) contraffatti e 391 mila euro è il valore del sequestro di doppio concentrato di pomodoro confezionato con etichette che dichiarano indebitamente l’origine italiana.
I “falsari” del cibo trovano terreno fertile in un sistema che si evolve anche sui nuovi media come internet. Non mancano, infatti, le frodi on line come il ritrovamento di Gorgonzola, Taleggio e Grana D.O.P. contraffati e venduti sul web da alcune ditte.
Tante le notizie di frodi, contraffazioni e sofisticazioni che ci farebbero passare l’appetito se non fosse che i controlli delle forze dell’ordine hanno evitato che arrivassero sulle nostre tavole 36 milioni di chilogrammi e più di 18 milioni di litri di prodotti contraffatti o in cattivo stato di conservazione solo nel 2010.
Ogni giorno gli istituti preposti restituiscono all’agroalimentare la sua credibilità passando al setaccio produttori, allevatori, trasformatori, supermercati, negozi e ristoranti. Ma anche mercati rionali, pescherie, stabilimenti balneari, campeggi, villaggi turistici, bar e agriturismi.
Il Movimento Difesa del Cittadino e Legambiente ricordano che in tema di governance della sicurezza alimentare in Italia c’è ancora molta strada da percorrere al fine di garantire il massimo livello di tutela della salute del cittadino. “Nel Paese che ha lottato per ospitare l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) – ha dichiarato Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino - siamo ancora bloccati su vecchie impostazioni, attribuzioni, competenze che dimostrano tutti i loro limiti ogni volta che c’è una crisi di sicurezza per l’alimentazione. Crediamo che vada riaperta la questione dell’Agenzia nazionale, senza anacronistiche gelosie e concorrenze. Per intervenire con rapidità, per dare un senso alla molteplicità di soggetti che effettuano i tantissimi controlli, per dare efficacia all’informazione, per dare sicurezza ai cittadini che spesso non sanno a chi rivolgersi quando cercano informazioni”.
“Bisogna uscire - ha dichiarato il Sen. Francesco Ferrante della segreteria nazionale di Legambiente - da questa paradossale impasse: da una parte l’agroalimentare è uno di quei settori su cui puntare per rilanciare lo sviluppo del nostro Paese, in particolare sulla tutela del made in Italy e della "buona" Italia, dall'altra è proprio in questo settore, così delicato per la salute dei cittadini, che ogni giorno si svolge una vera e propria battaglia tra forze dell'ordine e criminali senza scrupoli. Dobbiamo impegnarci sempre di più – ha sottolineato Ferrante - nella diffusione e nella promozione delle buone pratiche agricole e della etichettatura completa e trasparente. Dobbiamo poi assolutamente pretendere che l'EFSA inizi finalmente a svolgere il suo ruolo di tutela della sicurezza alimentare a livello europeo e che in Italia si possa, superando ostacoli e timidezze, arrivare a un coordinamento efficace delle attività di prevenzione e controllo”.
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