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giovedì 12 novembre 2015

TensorFlow, l'intelligenza artificiale di Google è ora aperta a tutti

Grosse novità nel campo dell'intelligenza artificiale: Google ha infatti annunciato il rilascio di TensorFlow, un sistema di machine learning di seconda generazione potenzialmente in grado di rivoluzionare il modo nel quale interagiamo con la tecnologia e, più in generale, con tutto il mondo circostante. 
Big G descrive TensorFlow come "una libreria di software open source per la computazione numerica che utilizza grafici di flusso dei dati". In parole più povere, si tratta di un sistema che permette ad un computer (o anche ad uno smartphone) non soltanto di eseguire una determinata operazione ma anche di capirla, migliorando così col tempo la propria performance.

TensorFlow è un'evoluzione di DistBelief, la prima generazione del sistema, rispetto alla quale promette di essere molto più performante, in particolare grazie alla capacità di realizzare e istruire reti neurali cinque volte più veloci: per chi non lo sapesse, le reti neurali (Neural Networks) sono dei modelli che, con una configurazione simile a quella dei neuroni in un cervello, permettono ad un sistema di mettere le informazioni in suo possesso in relazione fra loro e, per l'appunto, di "imparare". Di fatto, si tratta di ciò che sta alla base degli studi sull'intelligenza artificiale.
"Il machine learning è ancora agli albori, non riesce a fare quello che un bambino di quattro anni fa agevolmente come riconoscere un dinosauro dopo averlo visto in foto un paio di volte", spiega il CEO di Google, Sundar Pichai. "Abbiamo tanto lavoro da fare ma TensorFlow è un buon inizio e ci aiuterà a fare questo lavoro tutti insieme".
Un elemento di particolare rilevanza è rappresentato proprio dalla natura open-source del progetto TensorFlow, che permetterà quindi l'accesso al codice non soltanto ai tecnici di Google ma anche a sviluppatori ed ingegneri di tutto il mondo. Pur se con le dovute differenze, si tratta dello stesso percorso che ha portato al successo di Android, il sistema operativo per dispositivi mobili targato Big G.
"Speriamo che la community che lavora sul machine learning scambi idee più velocemente possibile per accelerare la ricerca", aggiunge Pichai. "TensorFlow è una piattaforma valida non solo per la tecnologia ma è utile anche ai ricercatori che vogliono dare un senso alla loro mole di dati, dalle scoperte sulle proteine a quelle che riguardano l’astronomia".

Parlando in termini concreti TensorFlow, che potrà girare su un computer così come uno smartphone o su un tablet, sarà il primo passo verso dispositivi potenziati dall'intelligenza artificiale, in grado di capire meglio e prima cosa desideriamo. "Solo un paio di anni fa non era possibile parlare a un’app di Google in mezzo al traffico cittadino, leggere un cartello stradale in russo utilizzando Google Translate o trovare immeditamente le immagini del vostro cagnolino in Google Photos", spiega Pichai. "Le nostre app non erano abbastanza evolute e intelligenti per fare tutto ciò, ma in pochissimo tempo sono migliorate moltissimo e, grazie al machine learning, oggi possiamo fare tutte queste cose molto più facilmente e spingerci anche oltre".
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giovedì 28 maggio 2015

Periscope, l'app per trasmettere in diretta debutta anche su Android

Periscope, l'applicazione di Twitter per il live streaming dallo smartphone, debutta a livello globale anche su Android. L'app era inizialmente disponibile solo per iPhone, mentre ora punta a conquistare la consistente fetta degli utenti del sistema operativo mobile di Google. 

Le funzioni sono per lo più le stesse anche se gli utenti di Android hanno a disposizione opzioni aggiuntive, a cominciare da un maggiore controllo sulle notifiche. Lanciata a fine marzo solo per iOS, Periscope è ora disponibile anche per dispositivi con sistema operativo Android 4.4 Kitkat o versioni successive. L'applicazione, spiega Twitter in una nota, potrà essere scaricata a breve dal Google Play Store e permette di condividere esperienze ed eventi in diretta streaming da qualsiasi luogo.

La versione per Android supporta tutte le funzioni già a disposizione degli utenti iOS, come la possibilità di attivare trasmissioni pubbliche o riservate a utenti specifici oppure la possibilità di commentare solo a chi si segue. Ci sono tuttavia caratteristiche in esclusiva per Android, a cominciare da un maggiore controllo sulle notifiche di Periscope, come ad esempio le «First Time Broadcast notifications» (quando un utente che già si segue su Twitter trasmette su Periscope per la prima volta) e le «Share notifications» (quando qualcuno che si segue su Periscope condivide il live streaming di qualcun altro). Ma non solo. Periscope per Android offre anche la «Resume notification» che permette all'utente di tornare a seguire un live streaming che ha dovuto interrompere (a causa di una telefonata o di un messaggio).
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martedì 10 marzo 2015

Shazam vuole riconoscere anche gli oggetti

Il popolare pulsante blu di Shazam scommette sul riconoscimento degli oggetti. Il futuro dell’app che ha superato i 100 milioni di utenti attivi e vale più di un miliardo di dollari
La startup Shazam, valutata un miliardo di dollari, da tempo cerca di ampliare il suo raggio d’azione, espandendosi in nuovi mercati e introducendo nuove funzionalità. Già “to shazam” è diventato un verbo, ma ora vuole andare oltre la sua app musicale. In futuro vuole riconoscere gli oggetti, come i prodotti in commercio. Lo ha spiegato lo Chief Executive Rich Riley a Reuters in occasione della fiera Mobile World Congress (Mwc 2015) di Barcellona.
Presto Shazam permetterà il riconoscimento degli oggetti nei negozi
L’azienda conta oltre 100 milioni di utenti attivi mensili sui dispositivi mobili. La tecnologia di Shazam oggi consente agli utenti di riconoscere brani musicali e programmi Tv attraverso smartphone e tablet, aiutando gli utenti ad acquisire tracce o vedere quale musica è di tendenza in una certa area. Ma in futuro “il famoso pulsante blu che i nostri utenti amano rimarrà tale, ma permetterà loro di fare molto di più” ha concluso Riley.
In futuro l’app permetterà di riconoscere un pacchetto di cereali in un negozio per accedere ad ulteriori informazioni sugli elementi nutrizionali; oppure dalla copertina di un DVD, sarà possibile acquistare la colonna sonora di un film.
Già oggi l’applicazione della startup non solo permette di risalire a titolo e autore di un brano semplicemente ascoltandolo, ma permette anche di ascoltare la canzone individuata, accedendo a servizi di  streaming musicale come Spotify e Deezer.
Shazam è stata per anni fra le 25 apps più scaricate. Di recente ha introdotto strumenti di marketing basati sulla localizzazione.
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giovedì 5 febbraio 2015

Google si allea con Twitter: i tweet subito nel motore di ricerca

Google e Twitter tornano insieme. Dopo una falsa partenza cinque anni fa, i due colossi del web hanno raggiunto un accordo che permette ai tweet di 140 caratteri di essere visualizzati dal motore di ricerca non appena pubblicati. La notizia dell’intesa siglata nella giornata di ieri è stata riportata da Bloomberg News e per il momento non è stata confermata dalle due aziende.

L’accordo prevede che i messaggi inviati dai 284 milioni di utenti di Twitter siano visualizzati quasi in diretta sulla pagina dei risultati di Google, senza attendere la scansione del crawler del motore di ricerca. L’obiettivo è di far aumentare il traffico del sito di microblogging, aprendo quindi la piattaforma - così come la pubblicità e la possibilità di sottoscrizione - anche ai navigatori non iscritti.

Twitter, che ha già accordi simili con Bing e Yahoo!, rinnova l’intesa con Big G sottoscritta per la prima volta nel 2009, ma che in realtà non ha mai dato i risultati auspicati e che era quindi stata sciolta due anni dopo. In realtà i dissidi riguardavano anche la visualizzazione dei tweet sulla pagina dei risultati del motore di ricerca e l’utilizzo dei risultati da parte di Google: Twitter voleva soltanto che i messaggi finissero nella pagina dei risultati, mentre il motore di ricerca chiedeva che questi fossero integrati in maniera organica in tutti i suoi prodotti, a partire dal social network Google Plus. Secondo le indiscrezioni di Bloomberg, Google non verserà a Twitter una percentuale sugli introiti pubblicitari generati dal traffico supplementare, ma pagherà un fisso per l’accesso al database dei tweet.


Proprio questa settimana Twitter aveva accelerato sul fronte pubblicitario, siglando per la prima volta accordi con Flipboard e Yahoo Japan per vendere pubblicità al di fuori della propria piattaforma. Questa sera il sito di microblogging comunicherà i risultati del quarto trimestre: le previsioni di Thomson Reuters stimano un balzo dell’87% del fatturato a 453 milioni di dollari nonostante un rallentamento della crescita di nuovi utenti.
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mercoledì 14 gennaio 2015

Al via test per Facebook at Work, sfida a LinkedIn

Nelle scorse settimane il Financial Times aveva dato l'anticipazione, oggi la conferma: Facebook inizia i test di 'Facebook at Work', una piattaforma dedicata al lavoro che sfida LinkedIn, il social network professionale.
"L'app sarà visibile sugli app store di iOS e Android e disponibile solamente per i partner del test", spiega la società di Mark Zuckerberg, aggiungendo che "le informazioni degli impiegati sono protette, confidenziali e separate da quelle del profilo Facebook personale".
"Facebook at Work è un'esperienza completamente separata da quella della piattaforma e offre agli impiegati la possibilità di connettersi e collaborare in modo efficace attraverso l'uso dei nostri strumenti, molti dei quali già noti e utilizzati come il News Feed, i Gruppi, messaggi e gli eventi", spiega Menlo Park in una una nota.
"Sarà quindi possibile restare in contatto con i propri colleghi nello stesso modo in cui lo si fa con i propri amici e familiari attraverso il social network", aggiunge. Facebook at Work offre un'esperienza anche visiva simile a quella del social network 'madre', ed è stato concepito e realizzato per essere utilizzato all'interno delle imprese, "il che significa che le informazioni degli impiegati su Facebook at Work sono al sicuro, protette, confidenziali e completamente separate da quelle del proprio Profilo Facebook personale.

Le informazioni condivise tra gli impiegati sono infatti accessibili solamente alle persone della compagnia", puntualizza l'azienda. "I commenti e feedback dei nostri primi partner pilota - aggiunge - saranno fondamentali al fine di costruire il miglior prodotto possibile per loro e i loro impiegati".
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martedì 13 gennaio 2015

Google sfida Skype con traduzione in tempo reale

Una nuova voce suggerisce che Google potrebbe lanciare un sistema di traduzione vocale in tempo reale il più presto possibile. Skype offre già una funzionalità simile, anche se al momento è disponibile in forma di beta. Un rapporto del New York Times sostiene che la nuova funzionalità sarà rilasciata come aggiornamento dell'app mobile Google Translate inizialmente per i soli dispositivi Android. Ma non aspettatevi la traduzione in tempo reale delle chiamate vocali, almeno all'inizio.

Non ci sono molti dettagli in questo momento sulla nuova presunta funzionalità, ma una cosa è chiara: Google non offrirà la traduzione vocale in tempo reale 'a due vie'. Se oggi la traduzione è possibile prima registrando al microfono, aspettare che venga elaborato l'audio e poi visualizziamo la traduzione, il servizio sarà in grado invece di tradurre automaticamente in tempo reale quanto il microfono cattura, parola per parola, in una lingua di vostra scelta utilizzando le già presenti funzionalità di Google Translate. Attualmente, l'app mobile offre traduzioni scritte da/a 80 lingue.

Si tratta di un tipo di funzionalità che potrebbe tornare molto utile. Molti utenti hanno lamentato che utilizzare Google Translate, ad esempio quando si sono trovati all'estero, è stato finora una cosa difficile. Il problema principale è che l'app può essere utilizzata per esprimere i propri pensieri o domande nella lingua che non si conosce, ma difficilmente può aiutare a capire la risposta della controparte.

Utilizzando la nuova funzionalità il cui lancio pare essere imminente, sarà possibile anche eventualmente seguire uno show televisivo o telegiornale straniero e ottenere la traduzione istantanea nella propria lingua.

Google, ha riferito il NYT, ha detto che la sua app Translate è stata installata più di 100 milioni di volte sui telefoni Android, la maggior parte dei quali potrebbe ricevere l'aggiornamento. "Abbiamo 500 milioni di utenti attivi che fanno traduzioni ogni mese, in tutte le nostre piattaforme", ha detto Hughes Macduff, il direttore tecnico di Google Translate. Con l'80 per cento del web diviso in sole 10 lingue, ha aggiunto, la traduzione diventa una parte fondamentale di apprendimento per molte persone.

La traduzione automatica di pagine web in alcune lingue principali è già una caratteristica disponibile per il browser Chrome di Google. Le persone che utilizzano il browser possono tradurre una pagina che è in inglese in italiano in automatico.


E la sicurezza? La traduzione automatica (o interpretazione automatico come viene chiamata la nuova funzione da alcuni siti di media) non dovrebbe rappresentare un rischio per la sicurezza. Google divide le conversazioni in file separati, in modo che spie e hacker non possano facilmente capire chi ha detto cosa.
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giovedì 8 gennaio 2015

Il ritorno (gratis) del DOS: online 2400 videogames

Lo scorso novembre The Internet Archive ha lanciato un progetto per la raccolta di giochi arcade vintage disponibili online, pubblicando un primo gruppo di 900 titoli scaricabili dal sito della no profit che si occupa di archiviare materiale e software online. Da oggi la biblioteca di The Internet Arcade si allarga includendo 2400 nuovi titoli originariamente nati per Ms-Dos . Si va da classici come Doom e Zelda, a videogame più rari e per veri appassionati, attraversando tutti i generi, dall’avventura alla strategia. I giochi sono tutti disponibili gratuitamente grazie al software per emulazione in browser EM-DOSBOX, in grado di riprodurre l’esperienza di gioco di alcuni storici esemplari.
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domenica 4 gennaio 2015

Twitter: pronta la funzione Mentre eri Via

Twitter ha iniziato ad integrare la nuova funzione che appunta sulla Timeline quello che ritiene essere i tweet importanti che non sono stati visti dagli utenti. E' solo una delle novità annunciate a novembre dello scorso anno.

Twitter ha iniziato ad integrare la nuova funzione "Timeline Highlights" che appunta quello che ritiene essere i tweet importanti che non sono stati visti dall'utente perchè magari al momento della pubblicazione non era collegato, stando a quanto riporta il The Guardian.
Twitter ha annunciato di aver iniziato a sperimentare la nuova funzione a novembre. A quel tempo, il VP dei prodotti di Twitter Kevin Weil ha detto in un post sul blog: "Siamo in grado di utilizzare le informazioni come chi si segue per dirvi quello che vi siete persi e di mostrarvi i tweet più importanti non appena si riapre l'app."
Twitter è una piattaforma straordinaria per mantenersi aggiornati con le notizie, opinioni e generalmente ciò che sta accadendo nel mondo mentre accade. Con più di 500 milioni di tweet inviati ogni giorno, è facile essere sopraffatti dal volume di informazioni che gli utenti pubblicano e qualche tweet potrebbe sfuggire. Con questa nuova funzione, Twitter sta cercando di rendere la piattaforma un po' meno confusionaria.
La società sembra aver preso ispirazione da Facebook, che usa il suo algoritmo per adattare le timeline degli utenti in base a ciò la piattaforma pensa che siano i post più importanti e coinvolgenti - e non solo i più recenti.
Finora l'aggiornamento che integra la "Timeline Highlights" appare solo nell'app Twitter per iOS. TechCrunch fa notare che alcuni utenti hanno accesso alla funzione dall'inizio di dicembre, ma sembra che il rilascio si sia intensificato a più utenti alla vigilia del nuovo anno quando sempre più utenti hanno cominciato a vedere i tweet "While You Were Away" sull'app mobile.
Le reazioni da parte degli utenti alla funzione finora sono miste, servirà quindi del tempo per sapere se piace o no.
Twitter ha anche detto a novembre che sta testando nuove funzionalità come ad esempio una "timeline personalizzata" per i nuovi utenti in modo che i loro profili vengano immediatamente popolati di tweet e consigli di altri profili da iniziare a seguire.

Tutti questi nuovi aggiornamenti sono progettati per rendere Twitter più facile da usare, nella speranza di attirare più utenti e incoraggiare gli utenti che si sono annoiati di usare il servizio a dare alla piattaforma un'altra possibilità.
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sabato 3 gennaio 2015

Internet, le bionde navigano più lentamente

Una ricerca di Content Square mostra le differenze di comportamento online tra uomini e donne, mancini e non, bionde e more.
Le bionde navigano più lentamente. Niente di personale: è solo il risultato di una ricerca condotta da Content Square su un campione di 4000 persone (in Francia) sull’e-commerce e le differenze di comportamento su Internet.
Le donne, per esempio, cliccano il 30% più degli uomini su uno stesso sito, vedono il 12% di pagine in più, comprano il 7% più veloce degli uomini e hanno un tempo di esitazione prima di cliccare l’10% in meno dei maschi. A differenza di quello che si può pensare, sono le donne quelle che guardano di più le immagini: gli uomini sono più inclini a cercare e leggere i dettagli della descrizione.
I destri vanno più veloci dei mancini mentre tra i giovani (18-34 anni) e i senior (45-64 anni), le differenze in tempo di visualizzazione/interazione sono pressoché inesistenti. I senior vedono il 4% in meno di pagine rispetto ai nativi digitali.
Ma torniamo alle bionde: impiegano, secondo la ricerca, il 30% in più del tempo a cliccare rispetto alle brune (che hanno un tempo di esitazione prima di cliccare di 0.49 secondi). Le brune lasciano indietro anche gli uomini, il cui tempo di esitazione è il 13% in più rispetto alle ragazze con i capelli scuri.

Gli occhi chiari aumenterebbero il tempo di esitazione prima del clic del 9%. Chi è sotto l’effetto di alcol, clicca il 20% meno di chi è sobrio: crolla, così, la classica scusa dell’acquisto sbagliato per colpa dell’alcol.
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giovedì 1 gennaio 2015

Da internet all'arte: la luce sarà la protagonista del 2015

L'anno Internazionale della Luce si apre il 19-20 gennaio a Parigi.

Da Internet all'arte, passando per l'astronomia e la medicina, la luce è il motore delle tecnologie del futuro, così come è sempre stata un motivo conduttore della conoscenza scientifica: per questo che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2015 Anno internazionale della Luce. L'inaugurazione ufficiale dell'iniziativa è in programma il 19 gennaio a Parigi presso la sede dell'Unesco. Se l'elettronica è stata la protagonista di uno dei principali sviluppi tecnologici del XX secolo, la scienza che studia il comportamento delle particelle di luce (fotoni) si prepara a prendere il testimone. La fotonica diventa così la scienza del futuro, destinata ad avere ricadute sempre più importanti sulle tecnologie alla base di smartphone, tablet e computer, così come dello sviluppo di tecnologie più efficienti al servizio dell'energia solare, per l'illuminazione sostenibile degli edifici. E ancora apparecchiature per le diagnosi mediche in grado di rilevare immagini sempre più precise e dettagliate.

«La luce è legata all'intero sviluppo della scienza», osserva il presidente dell'Istituto Nazionale di Ricerca in Metrologia (Inrim), Massimo Inguscio. «Basti pensare - aggiunge - alla luce delle galassie, che permette di risalire indietro nel tempo nella storia dell'universo, o al fatto che comprendere la natura della luce sia sempre andato di pari passo con la scienza, dalla teoria della relatività alla fisica quantistica». Ancora la luce, prosegue Inguscio, «ha portato all'invenzione del laser e dei led, premiati nel 2014 con il Nobel come esempio di tecnologia al servizio dell'umanità». Almeno mille i partecipanti che daranno il via alle celebrazioni, nella cerimonia inaugurale di Parigi. A rappresentare l'Italia, mettendo in relazione luce e arte, sarà Alessandro Farini, dell'Istituto di Ottica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e dell'università di Firenze. «L'illuminazione - ha detto - può modificare la percezione delle opere d'arte». Numerosissimi gli eventi previsti in Italia, dove l'inaugurazione ufficiale dell'Anno della Luce è in
programma il 26 gennaio a Torino, nella cerimonia organizzata da Inrim, Società Italiana di Fisica e Comune di Torino. Decine gli eventi in programma in tutta Italia fino al dicembre.
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mercoledì 31 dicembre 2014

Google Doodle del 31 dicembre 2014 ad un Felice Anno Nuovo

Google dedica il Doodle di oggi, Mercoledì 31 Dicembre 2014, agli auguri per un felice Anno Nuovo.
Nell'ultimo giorno dell'anno, Google non poteva mancare di fare gli auguri, a mod suo, ai suoi utenti, ed ecco che il Doodle della homepage google.it è tutto dedicato agli auguri per un felice 2015 che sta arrivando. Il doodle è animato, e parte dalla classica scritta 'Google', con font diverso da quello tradizionale, che piano piano viene a trasformarsi nella parola '2014' in ricordo dell'anno che stiamo per lasciarci alle spalle.
Cliccando il doodle veniamo rimandati alla pagina con i risultati della ricerca 'argomenti di tendenza 2014' che contiene sopra a tutto una classifica: i cinque argomenti trend in Italia nel 2014. Al primo posto ci sono i Mondiali 2014, seguiti da iPhone 6, e ancora dall'attore scomparso Robin Williams, da Grande Fratello e da 'Istanze on line'. E' poi possibile cliccare 'Esplora gli argomenti di tendenza del 2014' per proseguire nella lettura degli argomenti più ricercati su google.it nel 2014, divisi per categoria.
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martedì 23 dicembre 2014

App gratuite su Amazon fino a Santo Stefano

Dal 24 al 26 dicembre l’offerta include giochi, musica, cucina, ufficio e tempo libero
Quest’anno il Natale on line si fa ancora più ricco e oltre a pacchetti e pacchettini sotto l’albero, sono in arrivo per gli amanti della tecnologia una valanga di app gratuite. Amazon.it farà infatti trovare sul proprio App-Shop per Android, dal 24 al 26 dicembre, tantissime App in omaggio per un risparmio pari a 175 euro.  
Trovare un tablet o uno smartphone sotto l’albero è già una bella sorpresa. Ma, ovviamente, una volta avviato il dispositivo, sono disponibili solo le app di base. Per questo, quest’anno oltre a Babbo Natale, passerà anche Amazon: su App-Shop Amazon saranno disponibili tantissime applicazioni scaricabili gratuitamente per utilizzare subito al massimo il proprio dispositivo sia per divertirsi che per svolgere diverse attività quotidiane.  
L’offerta non include solo giochi, ma anche app dedicate al mondo della musica, della cucina, dell’ufficio e del tempo libero. Le app sono disponibili su App-Shop Amazon per Android e possono essere utilizzate su Fire HD 6 e 7 e Fire HDX 8,9 e sugli smartphone e tablet Android. A questo link sono disponibili tutte le informazioni per installare l’app di App-Shop Amazon su un device Android: www.amazon.it/installa-app-shop.  
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lunedì 6 ottobre 2014

Google: a breve il rivale di WhatsApp

Venerdì scorso il noto quotidiano ‘The Economic Times’, ha fatto sapere ai suoi lettori con un articolo che il colosso Google sta lavorando al lancio di un’applicazione di messaggistica istantanea. Sempre stando alla fonte della notizia Big G ha intenzione di iniziare a testare quest’ultima creazione nei mercati emergenti, fra cui l’India.
Stando a ciò che è stato riportato nell’articolo sembra che la casa con sede in California sia nelle fasi iniziali del progetto e probabilmente se tutto andrà a buon fine vedremo la sua comparsa nel Play Store il prossimo anno.
Le fonti, inoltre, ci fanno sapere che quest’app vivrà di vita propria e quindi non sarà necessario l’utilizzo di un account Google per potersi registrare come succede con gli altri servizi che offre la casa di Mountain View, né tantomeno sarà inglobata in servizi di messaggistica già esistenti.
Pare infine, che si stia lavorando anche su un sistema di localizzazione da inserire all’interno del servizio così che da poter condividere la propria posizione con i contatti, una funzione che ritroviamo già in molte applicazioni simili, mentre la cosa curiosa è che si sta valutando persino l’inserimento di un supporto linguistico che per il momento non si bene a cosa possa servire (traduzione istantanea dei messaggi? – ndr.).

Il progetto una volta rilasciato andrà a confrontarsi con tutte quelle società che offrono un servizio simile (per esempio: Whatsapp, Line, BBM e via dicendo), bisognerà però vedere se riuscirà a ritagliarsi o meno una fetta in questo già vasto e saturo mercato.
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domenica 28 settembre 2014

SHELLSHOCK, MINACCIA AI SERVER MONDIALI

Il pericolo esiste da tempo. Sfrutta una falla di sicurezza nell'interfaccia internet. Ma gli esperti sono divisi e c'è chi dice che gli effetti saranno assai poco rilevanti
SI CHIAMA "Shellshock" l'ultima minaccia informatica in grado di colpire potenzialmente qualsiasi computer, dato che - come scrive il quotidiano britannico The Independent - sfrutta una falla di sicurezza in una delle interfaccia di sistema. Secondo gli esperti per "tappare" adeguatamente la falla ci vorranno anni, e sarà compito non dei singoli utenti ma dagli amministratori di sistema e dei webmaster visto che ad essere interessanti sono potenzialmente milioni di server in tutto il mondo. Se la pericolosità potenziale è elevatissima, la complessità di uso per un hacker abile no. C'è di che preoccuparsi.

Questa grave vulnerabilità nella shell Bash è presente da molto tempo in sistemi operativi basati su Unix, Linux e OSX compresi. Consente a chi attacca di aprire la Shell, ovvero quella parte del sistema operativo che permette di interagire con il sistema stesso, dando comandi e avviando programmi. Secondo alcuni esperti il bug potrebbe essere potenzialmente più pericoloso di Heartbleed, considerando che il pirata informatico potrebbe richiamare la shell senza che il possessore del computer se ne accorga. Il problema sta nel fatto che è possibile "creare variabili d'ambiente con valori manipolati prima di chiamare la shell Bash. Queste variabili possono contenere codice, che sarà eseguito non appena s'invoca la shell", si legge sul post di Red Hat. Non si tratta di un problema teorico, sono stati già individuati attacchi che sfruttano questo bug.

"Bash è il software usato per controllare il prompt dei comandi su molti computer Linux", si legge su The Guardian. Se un criminale ne dovesse prendere il controllo sfruttando questo bug, quindi, potrebbe potenzialmente fare danni ingenti. A ragion veduta, quindi, persino il Dipartimento per la sicurezza nazionale degi Stati Uniti (Homeland Security, DHS) ha pubblicato un allarme a riguardo.


Tuttavia, il difetto non è certo nuovo ed esiste da almeno dieci anni: "È un bug molto poco usuale, presente in un'oscura caratteristica di un programma al quale i ricercatori non hanno mai prestato attenzione precisamente perché nessuna persona ragionevole si aspetterebbe possa causare un malfunzionamento di questo tipo", ha spiegato l'esperto in sicurezza informatica Michal Zalewsky. Nonostante i timori gli effetti reali tuttavia saranno, sempre secondo gli esperti, assai poco rilevanti: "Non entrerà nella top ten dei metodi usati dagli hacker quest'anno".
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venerdì 18 aprile 2014

Microsoft lancia Office 365 Personal

Debutta il nuovo servizio cloud pensato per i singoli individui
Microsoft Italia presenta Office 365 Personal, il nuovo servizio cloud che consente di accedere a tutti gli applicativi della suite da un pc o Mac e in aggiunta da un tablet Windows o iPad attraverso un abbonamento mensile o annuale che consente di avere sempre a disposizione i propri documenti e le proprie soluzioni sia online, sia offline. Il servizio è ora disponibile a livello globale attraverso il sito Office.microsoft.com, gli store Microsoft, i partner online e al dettaglio.

Office 365 Personal si adatta alle esigenze dei singoli individui, o di piccoli nuclei familiari, che desiderano poter accedere a Office sempre e ovunque attraverso il cloud attraverso un computer e un tablet, per beneficiare di tutta la flessibilità di cui hanno bisogno.

La suite completa e costantemente aggiornata degli applicativi Office (Word, Excel, PowerPoint, OneNote, Outlook, Publisher e Access) rende facile comunicare, condividere informazioni e lavorare da casa, da scuola e da qualsiasi altro luogo in piena libertà. Il servizio offre, inoltre, 60 minuti al mese di telefonate Skype verso oltre 60 Paesi e 20 GB di spazio di archiviazione extra su OneDrive.

Contestualmente al lancio di Office 365 Personal, si ufficializza anche il nuovo nome di Office 365 Home Premium, che viene ribattezzato Office 365 Home , in abbonamento su 5 pc o Mac e in aggiunta su 5 tablet Windows o iPad.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito Office.microsoft.com 
.  

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martedì 15 aprile 2014

Windows XP in pensione: la curiosa storia del wallpaper

Windows XP è andato in pensione, ma ha conservato una storia da raccontare. La storia dello sfondo Bliss, il più famoso e utilizzato di tutti quelli che XP aveva messo a disposizione, quello detto in gergo “di default”. Aver scattato la foto che ha fatto da base a quello sfondo e al suo successo si deve a Charles O’ Rear, fotografo che rimase colpito dal panorama che vedeva passando sulla statale 121 in California, nella contea di Sonoma.Decise di immortalarlo e di portare la foto allo studio fotografico Corbis Images, che apparteneva a un signore dal nome eloquente per come andò poi: Bill Gates. Ed ecco che quella foto, inizialmente fatta solo per la bellezza del soggetto, divenne mito, prendendo nomi differenti in tutti i continenti in cui è stata diffusa come wallpaper di Windows XP. Un piccolo inizio, per un futuro pazzesco.

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mercoledì 31 luglio 2013

Facebook: arriva il tasto "Non mi piace".

Ce ne accorgiamo ogni qual volta un amico pubblica sul suo profilo Facebook una notizia raccapricciante, o semplicemente inopportuna: non esiste un modo per esprimere il nostro disappunto. O perlomeno per esprimerlo in modo conciso, senza fare commenti. Ci vorrebbe un tasto Non mi piace, così giusto per chiarire come la pensiamo senza troppi arzigogoli.
A dire il vero, Mark Zuckerberg starebbe pensando da tempo alla possibilità di arricchire la propria creatura con un tastoDislike. Anzi, per qualcuno è solo questione di giorni: presto, ciascuno di noi potrà puntare il pollice all’ingiù dinnanzi a qualsiasi contenuto indesiderato.
Pensandoci bene nulla che ci cambi la vita e nemmeno la giornata. Ma per Facebook il discorso è diverso. Per il social network più affollato del mondo la possibilità di capire qual è lo stato d’animo dei suoi utenti ha tutto un altro valore.
E se finora l'interesse si è concentrato perlopiù sui sentimenti positivi degli utenti - "Le azioni tendono a concentrarsi sulle interazioni sociali positive”, aveva dichiarato qualche tempo fa Bob Baldwin uno degli ingegneri di punta della società californiana - oggi a Menlo Park c'è chi crede che a dettagliare i profili degli iscritti in tutti i loro aspetti, positivi e negativi che siano, c’è solo da guadagnarci.
In fondo una bella fetta del mondo social dispone già di strumenti analoghi: YouTube, ad esempio, permette di puntare il pollice in entrambi i versi, Reddit prevede il downvote di un articolo e Pandora dà modo ai suoi utenti di rifiutare un suggerimento musicale qualora non sia gradito.
Lo stesso Facebook, a ben guardare, dispone al suo interno di strumenti sviluppati per raccogliere il “sentimento negativo” degli utenti verso questo o quel contenuto, si pensi ad esempio all’azione che permette di nascondere post ritenuti offensivi o alla possibilità di eliminare alla radice certi annunci pubblicitari che appaiono sulla colonna di destra.
Dunque l’innesto di un tasto Non mi piace non farebbe altro che ampliare questa conoscenza, consentendo allo staff di Facebook di capire qualcosa di più sui nostri gusti e sulle nostre preferenze, come chiarisce un alto dirigente della società intervistato dalla ABC: “Stiamo progettando di raffinare questi strumenti affinché gli utenti possano comunicarci con precisione quali sono i motivi per cui nascondono quel particolare contenuto”.
Insomma, a differenza del tasto Mi Piace, il "Dislike button" (o ciò che verrà) sarà qualcosa che servirà a Facebook - e non ai nostri amici – per capire perché non vogliamo che certi post si ripresentino sulla nostra bacheca. E regolare di conseguenza la pubblicità.
Vien da chiedersi se, prima o poi, a qualcuno non venga voglia di carpire pure la nostra indifferenza verso certi contenuti sociali. Io, per esempio, sono fra quelli che vorrebbero fra le opzioni un bel tasto E chi se ne frega.(Panorama.it)

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domenica 16 giugno 2013

Google porta Internet ovunque con Project Loon

I colosso della ricerca di Mountain View ha ufficializzato nella giornata di ieri un progetto da cui si vociferava da tempo. Si tratta del Project Loon, ovvero di una progetto ambizioso di diffusione del segnale di Internet nelle zone più remote del pianeta sfruttando le mongolfiere.
 
L'idea, che può apparire bizzarra, potrebbe in realtà rivelarsi rivoluzionaria: utilizzando una tecnologia vecchia di due secoli, infatti, potrebbe essere possibile creare un "ponte" verso la modernità per le aree più remote del globo dove, ad oggi, non è stato possibile garantire alcun collegamento stabile con la Rete.
 
Grazie a questo progetto sarà possibile fornire un collegamento alla Rete non solo agli abitanti delle aree più sperdute e disagiate del pianeta, ma anche garantire la continuità dei collegamenti telefonici in aree colpite da calamità naturali (come terremoti e tsunami) fornendo, così, un servizio di primaria importanza anche in situazioni di emergenza.
 
Il progetto prevede l'utilizzo di mongolfiere telecomandate ed alimentate ad energia solare, in grado di viaggiare a circa 20 chilometri dal suolo; ciascuna mongolfiera, ovviamente, sarà munita di potenti antenne (simili a quelle di alcuni satelliti per le telecomunicazioni) in collegamento con stazioni al suolo che fungeranno da ripetitori. I test del servizio inizieranno in questi giorni in Nuova Zelanda e, in caso di successo, verranno estesi anche ad altre aree del pianeta prima del lancio vero e proprio del servizio.
 
Di seguito il comunicato apparso sul blog di Google:
 
"Siamo convinti che potrebbe essere possibile costruire un anello di palloni che possano volare in tutto il mondo sui venti stratosferici, fornendo l'accesso a Internet a coloro che si trovano nella parte sottostante. Siamo solo all'inizio, ma abbiamo costruito un sistema che utilizza palloni portati dal vento ad altitudini due volte più elevate di quelle che raggiungono gli aerei commerciali, riuscendo a garantire accesso a Internet a terra a velocità simili alle reti 3G di oggi o più veloci nel futuro". (Mr.Webmaster.it)

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martedì 30 aprile 2013

Auguri www: il web libero festeggia 20 anni.


ROMA - Il World Wide Web, noto più semplicemente come Web, compie 20 anni di libertà: il 30 aprile del 1993 il Cern di Ginevra rendeva infatti pubblica la tecnologia utilizzata e la rendeva disponibile liberamente senza diritti . 
Noto con l'acronimo di Www oppure Web, questo servizio internet fu creato nel 1989 da Tim Berners-Lee, un ricercatore del Cern, per favorire la condivisione delle informazioni tra i fisici di univarsità e istituti di ricerca. Al momento dell'ideazione, il World Wide Web rappresentava soltanto uno dei molti servizi simili disponibili su Internet. La semplicità d'uso e soprattutto la decisione di renderlo un servizio libero e senza diritti ne portò alla rapida diffusione, tanto da essere oggi il più diffuso standard di trasmissione su Internet. 
Per celebrare l'anniversario della pubblicazione del documento che ha reso gratuita la tecnologia Web, il Cern ha avviato un progetto per ripristinare il primo sito della rete, oggi non più in linea, realizzato da Berners-Lee proprio per diffondere l'uso del Web e ospitato su un computer NeXT.

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La password più sicura sta per arrivare: si attiva con il pensiero


Analizziamo la forma composta passthought, dove pass sta per passaggio, accesso e thought corrisponde a pensiero. Richiama la parola password con cui in realtà ha attinenza. E’ una novità della tecnologia: attraverso un dispositivo (connesso tramite Bluetooth) si potrà semplicemente pensare una combinazione alfanumerica, passthought, che sarà decifrata leggendo le nostre onde cerebrali. In tal modo si potranno attivare procedure come per esempio l’uso del cellulare o altri strumenti ma soprattutto non ci sarà pericolo che occhi indiscreti o altri sistemi possano carpirla. In futuro è probabile che invece di digitare il nostro PIN (personal identification number) nel prelevare denaro al bancomat potremmo sfruttare questo mezzo per sconfiggere i c.d. shoulder surfer, dove shoulder sta per spalla e surfer chi naviga, va in surf, ossia chi, alle spalle della vittima, intenta ad utilizzare uno sportello automatico, ruba i dati composti sulla tastiera. (IlMessaggero.it)

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